giovedì, gennaio 03, 2008
Sorti, bisorti, porci e salmì e il Manzoni e il Prati chè studiammo al classico

Consideravo l'entità dell'aumento del biglietto dei treni e, con aplomb britannico, saltavo su un piede per la casa e gridavo:
"Sono dei porci!!!! Andrebbero impiccati ai primi lampioni disponibili!!!!".
Così, mentre di colpo rivedevo e, chissà, forse rinnegavo anni di teoria e di pratica nonviolenta (normalmente evito perfino di fare questione con gli impiegati delle poste e i funzionari del provveditorato), mia madre mi si avvicinava smarrita e mi chiedeva:
"Ma di che ti preoccupi? Piuttosto, che tu sappia, io gli omosessuali li posso insultare o no? Cosa ha deciso il parlamento?".
La povera donna, di solito poco interessata alle abitudini sessuali del prossimo, si allontanava smarrita.
Io, da parte mia, pensavo:
Son forse queste le magnifiche sorti e progressive?
E innalzavo al Padoa Schioppa (e dico Padoa Schioppa non, Dio ne scampi e liberi, Rossi Esposito) in salmì un cantico che forse non morrà.
O forse sì
ma noi povera e non trista plebe
preghiamo e perdoniamo.
Ora vado che mi si sta scongelando l'embrione ...
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lunedì, dicembre 03, 2007
Beati voi che al vento non vedeste cader che gli aquiloni

Son delusa perchè la Bonino nulla disse degli studenti iraniani smarriti, ma del resto è ormai ministro che altro poteva fare. Mi sarò illusa prima o continuo indebitamente a ragionare da movimentista sfigata che la responsabilità del governo non se la vuole assumere? Certamente è la seconda. Bi bo ba
Son delusa perchè al governo la Bonino siede con Mastella, il quale già era Mastella prima e ora con De Magistris si è mastellizzato vieppiù. Vi mastellizzereste voi? E l'arcivescovo di Ceppaloni che ne direbbe? Si disarcivescovilizzerebbe? Ma me mi mo mu
Son delusa perchè Dalema, Ferrero, Bertinotti, Prodi e compagnia languente son vivi forse, lottano insieme a noi direi di no ma con noi governano.
E la rosa nel pugno? Fiorisce in questa novella primavera o avvizzisce e muore neanche fosse stata sfiorata da Maga Magò? la seconda direi, ma poi chi lo sa. Io mi accendo lo scaldino elettrico "o sole mio yoyo", perchè sarà pure primavera ma l'umido mi sta divorando le ossa.
E allora? Ma di che si parlava?
Di aquiloni caduti o di responsabilità di lotta e di governo? Non lo so più.
Mi insorgono pensieri sparsi e li lancio nella rete, magari contundono qualcuno e così scopro di non esser più neanche nonviolenta.
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domenica, dicembre 02, 2007
Mala tempora, il braccini e lo spirto guerrier. Ovvero, ma cosa ci faccio qua? Esiste la vita su Marte?

Le liti in famiglia, lo dissi ai tempi di Casa Pannella, non mi intrigano, ne ho viste troppe, sarà per questo che il Natale mi fa venire i brividi.
In Capez Leader Maxìmo non ho mai creduto troppo, ma ho visto troppi altri crederci assai.
Con la Tamburi, alla cui assemblea non ero presente per motivi geografici, ho speso un pezzo di vita, e non il più brutto o il meno importante.
Nella Rosa nel Pugno ho creduto, ed ora mi sento un po' stupida.
Non mi sembra che ci si interroghi veramente su alcuni problemi fondamentali e non voglio che nessuno mi chieda "e tu che fai in merito?", perchè anche senza tessere, faccio la radicale la mattina e la sera, in classe e fuori e da radicale vivo. Poi non ho i duecento euro cash, non mi piacciono le rate a dieci centesimi il giorno e le tessere mi comunicano inquietudine. E questo spero di averlo chiarito.
A Padova ho visto e sentito Pannella, che non mi vergogno di venerare, meditare sulla morte. Da grande qual'è. Da uomo che ha vissuto e lottato e che sa che non sarà eterno. Non ho visto nè sentito il partito dare una risposta di vita.
Non sento la primavera in Italia, non la sento neppure fra radicali.
Capezzone non ci prese per incantamento, non sono tutte e solo sue le responsabilità della situazione che non profuma particolarmente.
E allora? Allora boh, nulla, non so, non saprei. I grandi amori non passano, carti legami non si sciolgono. Non ho tessera, lo ribadisco, e milito poco al momento, ma la mia radicalità me la porto addosso da anni e lo rivendico. E anche se sembrerò sentimentale, dichiaro senza vergogna che continuo a sentire i radicali, qualunque cosa essi siano, come la mia gente. Nonostante i dubbi. Il braccini parla di menzogne. Io non saprei come definirle, di sicuro, e anche questo il braccini lo dice e concordo, sembrano derive da lite in famiglia. Come capita in quelle famiglie nelle quali i legami sono forti ma feroci e i cordoni ombelicali non si sciolgono mai. Spero nessuno dica a Cecchi o a Della Vedova o a chiunque altro "taci tu che hai ucciso tuo padre".
Tutto qua, e forse il senso di ciò che ho scritto fugge come lo spirto guerrier, ma non è un mio problema, io mi fumo una Lucky Strike e penso alla Cecenia.
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Ignavia è schierarsi purchessia

Anch'io voglio citare il nostro compagno e maestro Luigi Tanfani, e voglio dirvi che stanotte, nel cuore della medesima, mi sono svegliato incazzoso e ho decretato che - siete tutti una banda di coglioni.
E quando dico tutti voglio dire proprio tutti. Dall'adorata Rita, passando per lo stimatissimo Bacchi e per l'ottimo Bedarida, per Maestro Pannella e per l'amatissima dina, per pinco e per pallo, per tizio e per caio – senza dimenticare quello stronzo di Sempronio – e finendo col Braccini.
Mi sono svegliato incazzoso al suono interiore dell'interrogativo postomi implicitamente (e esplicitamente) da entrambe le parti in causa: “Ma tu da che parte stai?”
Dalla mia, oh grandissime teste di cazzo.
[De-luso o Fori-mea che dir si voglia]
Dopodiché verranno i simpaticoni dalla formuletta pronta a ricordare che “è deluso chi si è illuso” e la majala della loro mà. Da ragazzo anche a me stava sulle palle la retorica pro meravigliose “illusioni” (per non dire degli odiosissimi “sogni”), nel nome della realtà, di ciò che si tocca, si fa, del “realismo” (in tutti i sensi), della non ruffianeria – e della non fuga – rispetto alla vita; poi, l'accezione ottocentesca di gioco di prestigio, e soprattutto quella tecnico-teatrale secentesca francese (niente di meno) come nella Illusion comique di Corneille – mi ci hanno pacificato; per finire col senso etimologico che, stravolto qua ai miei loschi fini, fa sì che “illudersi” voglia dire qualcosa come “mettersi in gioco”.
Beh, FORIMEA bimbi! Spigo? Fiasco? Non lo so, ma intanto fori mea.
Un aneddoto inutile. Nel '93 leggevo "il Giornale" e mi sentivo montanelliano (dettagli su un vecchio thread di radicali.it, se mai lo ripesco). A fine '93 il fattaccio della discesa in campo del Berlusca e, fra l'altro, il suo famoso discorso alla redazione del (quasi) suo (di suo fratello) "Giornale" di Montanelli. L'Indro, sdegnato, lascia la sua creatura e ne lancia un'altra, intitolata nientedimeno (e due) che “La Voce”; dal link potete capire quanto fossi esaltato. Se non che, il Monta che mi combina? Che prima, critico, fiero, narciso, dava consigli al Berlusca in punta di fioretto considerandolo pubblicamente il fratello dell'editore; di poi, gonfio, tronfio, narciso, gli mena a clavate (i termini sono d'epoca) dicendo che, certo, in realtà era lui il vero editore del suo Giornale, che lui lo aveva “capito” solo da ultimo (ah beh) e che allora e per questo si era sdegnato, non per altro.
Oh, ciavevo diciottanni appena compiuti, è una cazzatina davvero microscopica, ma fui deluso.
Il correlativo contemporaneo di questo aneddoto inutile. Pannella è incazzato. E vabbè. Ma con chi? Con qualcuno che, come al solito, come in passato, io non conosco abbastanza per poter sapere chi cià ragione e chi torto? No, Pannella è incazzato col Marco Cecchi, liberopisano, il quale ha effettivamente scritto (e io l'ho letto) delle cose inqualificabili su un noto thread di radicali.it. E Pannella che gli dice? Che ha scritto delle cose inqualificabili? No, dice che allora si capisce come mai a Pisa, alle comunali del duemila-e-non-so-quando, la lista capeggiata dal Cecchi abbia preso così pochi voti, che vuol dire che “lo conoscevano”. Ora, io c'ero, quella era nientedimeno (e tre) della Lista Coscioni, della Prima Lista Coscioni Mai Vista In Italia – e per giunta Alleata Col CentroDestra – A Pisa – E Con Una Copertura Mediatica Tale Che Del Comizio Con Pannella Bernardini Capezzone Cappato (spettatore braccini) Non Si Trovò Traccia Sui Giornali MAAAi.
Oh, ciò trentunanni suonati, è una cazzatina che non mi riguarda nemmeno personalmente, son deluso.
Son deluso perché per quanto mi riguarda Pannella Non Deve Mentire Mai. Se vuol essere il mio eroe, per carità, sennò resterà comunque un mio stimato, venerato, persino amato Maestro, in-di-spen-sa-bi-le, ma anche maestro di visceral menzogna – quella che odio di più, la più inutile e vana, quella dei litigi in famiglia, degli sbrocchi coniugali, della tragedia grottesca.
De-luso=ex-in-luso. Mettersi in gioco, come sono dal 2001, da quando per la prima volta in vita mia mi sono iscritto ad una associazione politica, anzi due, le due che “ho fondato”, delle quali sono fra le prime dieci tessere: l'Andrea Tamburi e Radicali Italiani.
Nabokov si vantava ad ogni risvolto di copertina di non essere mai stato iscritto a nessuna associazione – politica, bocciofila, pedofila, e via ironizzando – MAAi. Nabokov era un pazzo fottuto incapace di spiccicar parola in pubblico (e “dittatore assoluto” delle proprie parole in privato): per tenere le sue lezioni alla Ithaca University, dove sbarcò il lunario, prima le registrava e poi arrivava in aula, si metteva in cattedra ed accendeva il mangianastri standosene a braccia incrociate. (Scene degne di Lewis Carroll). Facile idEosincratizzare in antonomasia di indipendenza le proprie menomazioni psichiche. Avrei potuto farlo anch'io, sapete, e starmene fuori gioco senza mai essere degiocato, cazzo credete.
Beh, basta, mi sono rotto il cazzo. Il primo gennaio riproverò infine (o inmezzo) l'ebbrezza di non essere iscritto a nessun partito ed a nessuna associazione politica (bocciofile e pedofile, mai frequentate – peccato).
Il 2 gennaio, è un altro giorno.
2.
[Che è successo? Boh. Ti ricordi Riccione?]
'Un ce la fo, ve lo dico così.
Il senso della militanza. Ha senso militare ancora? Voglio dire: la militanza è utile a quel che vuol fare? E dopo questo tipo di scazzi? (Mi hanno fatto incazzare, lo dico confusamente ma reciso, la mancata analisi da parte della dirigenza accusata dalla famigerata lettera - soprattutto in un primo momento - dei vari gruppi riconoscibili a colpo d'occhio fra i firmatari: al netto dei soliti lanciamerda, perlomeno la distinzione essenziale fra i regionalisti del Nord e i toscani, quest'ultimi poi, una volta “riconosciuti” - ma nel più banale dei sensi -, trattati come casi di “ingenuità” da pedagogizzare – mavvaffanculovai - e poi come “rientrati” - idem, perché da un lato non c'era nulla da far rientrare - nessuna opposizione ideologica e nemmeno organizzativa, questioni di giudizi politici e di verità interna -, dall'altro non è rientrato un cazzo, non si è ammessa nessuna delle proprie bugie anzi si è detto: scusatevi per essere stati mandati a fanculo; le parole non si sputtanano? E le bugie?)
Tutti quelli in vena di buoni consigli (legione) dicono chiaro e tondo che bisogna schierarsi. E io, deluso, non voglio certo deludere lorsignori. Eddunque tu da che parte stai? Dalla mia, emerite teste di cazzo. Che è la più confusamente vicina all'inutile verità.
Ma, a proposito, cos'è successo al movimento da quando ci sono entrato io (gennaio 2001)? Nel disordine: tronata finale alle elezioni del 2001 con campagna Coscioni e cinque denti della Bonino, a Genova assistiamo malcommentanti al fottimento culturale di una generazione travestito da sospensione dei diritti civili, fondazione di Radicali Italiani Capezzone segretario, 11 settembre, fioccano le associazioni in tutta Italia, è resistenza ma resistenza in crescita organizzativa. Per quattro anni incontrastata segreteria Capezzone (casi Dupuis a livello transnazionale e Della Vedova a livello italiano) con gran disperazione di grandi vecchi come Bandinelli. La sensibilità che ho chiamato novantesca impera: dagli al no global, maledetti comunisti ci avete rovinato il liceo, pseudoanticonformisti puzzoni (tutta roba vera, peraltro), viva l'ammerica anche quando bombardicchia qua e là, neocons è quasi neorad (questa un po' meno, ma ha il suo perché) etc.
Nel 2005, a Riccione, dopo la Fiuggi estiva con gli sdini, si dà il via alla Rosa nel Pugno: Bordin, timidamente, in una commissione, fa notare che forse sarebbe meglio farla con “tutti” i socialisti senza lasciare agli sdini il monopolio del dialogo con psini e compagnia; ma soprattutto fa notare che forse sarebbe meglio un cambio di segreteria, visti i toni che l'ottimo Capez aveva avuto nei confronti di qualsiasi forma di “sinistra” (termine che fra noi è comunemente sociologico) – ma non ce lo inculiamo nessuno, ecciaveva ragione invece ciaveva, a ripensarci oggi sembra così ovvio; io, personalmente, avevo una tale fiducia in Daniele che lo credevo capace di elaborare dialetticamente il dibattito di quegli anni, gli aggiustamenti di tono (ad esempio rispetto alla citata Genova, ma soprattutto rispetto all'Iraq grazie ad Iraq Libero) che erano stati soffusi, graduali, ma alla fine piuttosto netti.
La Padova1 del 2006, con tanto di Casa Pannella prima-durante-e-dopo è quasi ancora cronaca. Torna Spadaccia. E al primo Comitato dell'annata, nel suo intervento Bandinelli dice di sentirsi come quando si riapre una vecchia casa in cui non si andava da tanto tempo, e si riconoscono i mestoli, ci si commuove per i romaioli al loro solito posto etc
Poi il Capez Non fa la “scissione interna” propostagli da Rita, non vota il Governo, fonda Decidere, c'è la famosa Mozione (anzi il famoso Emendamento Pannella, quello in cui, fra altro, si dice che il Capez ha “criticato” il Governo, ohibò), la famosa lettera (“violenza” etc), Padova2, lo scombinato tramino regionalista-nordista, tutti gli scazzi di cui prima.
E chi è che ha qualche idea su cosa fare adesso?
3.
[Voglio una bella tabellina]
L'attuale situazione politica italiana è del più puro politicismo, che qualcuno con una capacità sovrumana (o perlomeno di parecchio sovrabraccina) di buon viso chiama Primavera; c'è movimento (=caos), e c'è bisogno di fiuto e spregiudicatezza (a fin di libertà, s'intende), cioè di Pannella.
Ora, organizzativamente, non per ripetere, ma per sapere: ma a Pannella il nostro attuale tipo di organizzazione politica interna – gli dà noia? No, dico sul serio, era meglio nei Novanta con un coordinatore nazionale e amen? Le sue iniziative, sia di merito, sia di politicismo, gli funzionavano meglio? No, perché allora si fa a quel modo lì, basta saperlo.
Per quanto mi riguarda, per dare un giudizio vorrei tanto, tanto sapere se al variare del numero degli iscritti alle associazioni locali corrisponde un proporzionale cambiamento di voti in quel territorio. Mi ricordo che una volta il Capez venne a Firenze e ci squadernò sotto gli occhi un fantastico grafico con due linee, una che indicava le nostre presenze in tv ed una con i sondaggi che ci riguardavano: oh, le due linee variavano in modo praticamente parallelo! (Viva viva il Grande Bue Prodigo! E quando tornerà da noi, dagli al vitello grasso! - ops?)
Ecco, io vorrei tanto, tanto una bella tabellina, un bel grafichetto di quel tipo, con le linee che però (devono essere almeno tre) indicano, di anno in anno (o di mese in mese), il numero di iscritti alle associazioni locali, quello degli iscritti a Ri ed agli altri soggetti dell'area, e una linea dedicata al sondaggetto nazionale e locale, annuale e fin mensile. Esiste qualcosa del genere? No, ma tutto quel che vorrei sapere, per iniziare, è se è fattibile (se 'sti dati bruti son ricavabili) e a dire il vero la risposta credo che sia sì (boh, bah, beh – non valgono).
4.
[Sarà una Tamburi zoppa?]
Al Congresso sono stato il primo (o addirittura l'unico?) a proporre Rita alla segreteria. Non per far finta di essere il queeng maker della situation, ma forse a 'sta Tamburi sarei dovuto intervenire subito ed orientare il dibattito su 'sto snodo cruciale: Chi lo fa il segretario quest'anno?
Una associazione E' chi la compone
Una associazione, stante questo corpo sociale (e il corpo è anima quanto l'anima è corpo), è chi la guida, duce o conduce, il segretario, la testa, il capo; se il corpo non è d'accordo prende lo statuto in mano e convoca l'assemblea; insomma: è a seconda di chi è il capo che uno decide se essere – dare - o meno corpo di – a (da-in-con-su-per- no pardon) – un'associazione.
Col dibattito spostato su altro, col Bacchi dimissionario che dice che il segretario lo rifarà anche, ma per come potrà, col rischio pesante di non poter fare “abbastanza” - ci ridurremo ad essere come le tante associazioni sparse per l'Italia (no, dico, a Milano a me mi stan simpatici, ma la quantità di iniziative rispetto a quelle del Bacchi è tipo uno a dieci, e lo sanno benissimo anche loro e ci scherzano sù!). Sarà una Tamburi zoppa? Sarebbe servito a qualcosa che intervenissi per dire, ma in modo più netto di quanto altri han saputo fare, che le sue “dimissioni” erano Respinte!?
Col Bedarida che ha (giustamente, per carità) altro da fare, Vittorio che “se ne va” (da Radicali Italiani), l'Elisa che “ma che sei scemo?”, la Livia che non gli è passato nemmeno per l'anticamera del cervello, lo Scheggi che sostanzialmente 'un cià voglia, i Ragazzini percaritàdiddio-con-quella-storia-della-professoressa-di-Palermo io no (ragazzi non vi conosco, non vi offedete, sennò che cazzo si nasce fiorentini a fare), la Moretti bah beh bih --- il Lensi, dico la verità, persino rogne forzaitaliote a parte, sarebbe stata una interessante svolta sperimentale per provare finalmente a indirizzare la nostra politica sul locale: di solito sul locale, fra radicali, in realtà Non si è d'accordo su quasi nulla, la “radicalità” delle nostre proposte agisce su altri livelli (e me ne duole, me ne duole), come disse Antonio anni fa “non è la ragione del nostro stare insieme”- epperò con un espertone del ramo tipo Massimo: chissà! La cosa m'ha intrigato per qualche attimo.
La mozione – prof di Palermo a parte – devo dire che era davvero simpatica. Che si fa noi per l'intanto? Si Ri-Aderisce a Radicali Italiani (mi ha fatto davvero ridere; rispostina simpatica a chi, quando gli scrivi una letteraccia, ti chiede i documenda), e si dice che si ristrutturerà (o ricostruirà?) l'associazione – quando la netta impressione è che, appunto, si stia provando a mettere un freno alla sua decostruzione. E in bocca al lupo all'Elisa tesoriera (ché perlomeno non si potrà più dire che).
5.
[L'Ignava Isaura]
In conclusione, ragazzi, con tutte le cose che non vi ho detto (ma ve le dirò, ve le dirò – mentre vi state scaccolando una fessura interdentale e non potete rispondere): siete la mia telenovela preferita, il mio ruolo da non protagonista mi esalta, non vi abbandonerò mai. Ci vediamo il 2 gennaio, o dopo.
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domenica, novembre 11, 2007
(Un po' di) Disobbedischi al congresso
A mezzogiorno meno spiccioli, con largo quanto insolito anticipo, 4 disobbedischi giungevano in una Padova Fiere talmente deserta, che questa foto se la son dovuta fare con l'autoscatto.
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martedì, novembre 06, 2007
Oh when the Saints (except the ones who are dead).../ultima

Intervento in Congresso
(Padova 2007)
prova di ricostruzione (dagli appunti) dell'
È in questa chiave che vorrei pronunciare anch'io, come ha fatto timidamente Dentamaro – e molto fattivamente Donatella – vorrei pronunciare anch'io qua, in plenaria, la parola Antiproibizionismo - non perché la si possa considerare 'radicalmente' obsoleta, anzi – ma come promemoria per l'anno a venire durante il quale, a quanto pare, le nostre priorità saranno altre.
Ne ho già brevemente parlato nella commissione “Legalizzare l'Italia”, un po' perché, purtroppo, non è stato possibile organizzare uno spazio specifico per l'argomento in questa sede; molto perché il Proibizionismo credo lo si possa considerare alla radice dell'illegalità anche italiana perlomeno alla pari della imperversante illegalità dell'informazione.
Certo, il problema delle priorità è proprio: cosa fare prima. Cosa porta a cos'altro? Qual'è il punto in cui “piazzare le cariche” di modo da far crollare l'attuale sistema dalle fondamenta? -per dirla alla bombarola- Ora io So che la direzione “giusta” è la libertà, ma non mi oriento granché né nelle strategie né tantomeno nei tatticismi politici con un anno di respiro, e quindi fo fiducia a chi ha dimostrato potenza d'analisi in mille occasioni precedenti. Ma mi piace ricordare qua, molto alla grossa, alcuni dati che quasi tutti conosciamo (ma forse no) e che a volte facciamo un po' come se ce li fossimo scordati.
Di recente Mecacci, su Notizie Radicali, ha riportato da Foreign Policy [intervento Mecacci] alcune stime; nulla di nuovo, per carità, al contrario conferme che avvalorano stime precedenti dello stesso ordine. Secondo queste stime fra il 6 e il 10% del commercio mondiale è costituito da commercio di droghe illegali (Fra il 6 e il 10%!). Un giro d'affari tale da poter essere considerato la causa diretta di tutta una serie di conflitti a giro per il mondo, e della forza della malavita italiana. Perché il secondo dato, notissimo, che voglio ricordare è che il 90% e rotti degli introiti della 'Ndrangheta non viene dagli appalti ma da droga e prostituzione, e per la maggior parte dalla droga, una specie di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata gentilmente offerto dal Proibizionismo.
Mi piace ricordare sempre che vari ministri di vari governi colombiani hanno avuto occasione di dire abbastanza chiaro e tondo che se si legalizzasse, in quel caso la cocaina, la loro decennosa guerra civile finirebbe quel giorno stesso. Questo anche come appunto per l'organizzazione del Satiagrà mondiale per la pace...
[intervento Perduca]
Colombia, Bolivia, Afganistan, Birmania, Laos – Calabria.
... Se appunto la priorità di quest'anno sarà l'economia, questi, in termini di tasse mancate e di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata, sono temi economicissimi, che più economici non si può.
Cosa stiamo facendo? Un sacco di cose. L'oppio afgano (Perduca e Cappato), le narcosale a Torino, Donatella ci ha dettagliato le varie pdl in parlamento... Tutti treni che sono già partiti, come ha detto Lucio Bertè, e che non si fermeranno certo nel nome di quale che sia anno sabbatico, come ha giustamente detto Vecellio (e come ha invece erroneamente riportato Staderini).
Credo però che presto su tutto ciò si dovrà trovare il tempo per – fare un punto, un po' per coordinare le iniziative in corso, anche se non disdegno certo il caos creativo, molto per farci venire qualche idea che abbia la possibilità di essere Dirompente.
E qua due parole su Rita. Sarò parziale, ma in quest'anno la figura di Rita, che nell'ambito della battaglia antiproibizionista è un Gigante (venti disobbedienze!), mi è parsa un po' sacrificata, non valorizzata. Rita finora ha retto la baracca in un anno che, baccalà a parte (baccalà come parola bandinelliana), è stato anche straordinario: Welby, la moratoria, la scoperta dei retroscena di Iraq Libero (questo davvero è una cosa da Storia del Mondo nel Secolo vigesimoprimo!), e non ultimo il lavoro di formica di Emma Bonino, dei nostri parlamentari, un po' di tutti.
Ecco, io non ho ancora sentito parlare nessuno, a parte Viale, di candidature alla segreteria. Dico solo che, per il tipo di preoccupazioni che ho espresso, è evidente che Rita sarebbe una garanzia.
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domenica, ottobre 28, 2007
Still Alive
Mio intervento: http://www.radioradicale.it/scheda/238604/verso-il-congresso-di-radicali-italiani-assemblea-precongressuale-della-toscana
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sabato, ottobre 20, 2007
Il buon vecchio Disobbedisco...
CLOV:
Me! Haven't I enough to do without burying people?
HAMM:
But you'll bury me.
CLOV:
No I won't bury you.
(Pause.)
HAMM:
She was bonny once, like a flower of the field.
(With reminiscent leer.)
And a great one for the men!
CLOV:
We too were bonny—once. It's a rare thing not to have been bonny—once.
(Pause.)
...
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venerdì, agosto 10, 2007
Santo morto, eccetera/y
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giovedì, luglio 19, 2007
La Rivoluzione non è un digiuno di gala
Note sparse.
Ho firmato, nonostante sia mediamente tardo e restio a firmare cose del genere, più che per condivisione dei singoli passaggi della lettera (vedi nel post sotto le mie correzioni) perché ho sentito, sento e risento la necessità e l’urgenza di dare un segnale: così non va punto bene, ‘sti toni di merda usateli con qualcun altro. Ho firmato anche perché, alla mia prima assenza in Comitato, manca poco mi vincolavano a dire “Capezzone Buco” (il che, come noto, è solo una mezza verità, oltre che un mezzuccio). Ho firmato per tutto un complesso di motivi (che non mancherà occasione per stare a ridire), sfidando nel mio infimo (attualmente nel mio dugentocinquantesimo) il rischio che tutto ciò venisse inteso (male.) come uno schieramento nei giochi di potere interni. Che finché son giochi sono anche carini ma quando son potere qualcuno ci ha insegnato che è persino il caso di rinnegare la fantasia eccetera. Figuriamoci interni.
Bene. Rischio sfidato. Ad oggi Rischio batte Braccini 12 a 0 circa (ma nella gragnuolata di reti subite devo aver perso il conto). A questo funebre proposito, alcuni telegrammi.
SilvioS., la questione ha tracimato la politica, ma è anche seriamente politica, e Capezzone è un buco di culo (la verità è più complessa, ma la base è questa.).
Craudia, alcuni dei firmatari della lettera hanno aderito a Decidere (o viceversa) e in effetti non c'è da stupirsi. Si sa che qualsiasi iniziativa vada in senso contrario al Pannella-pensiero del momento (ed "eterno") raccatta anche un sacco di lanciamerda. Ma va anche detto (e 'sto telegramma è così lungo che non è certo gratis) che io stesso a questa scissione, per quanto tristemente esterna, ho guardato con interesse perlomeno fino alla pubblicizzazione dei 13 punti. I quali sono tutti (o quasi) tranquillamente radicali, ma allora davvero Decidere aveva da essere il pendant economico della Coscioni, e allora invece ciao anche da parte mia.
Io, più che alla malafede (come Perduca, Bandinelli, e ormai Pannella stesso, Mecacci ecc.), ho sempre creduto alla paraculaggine di Daniele, e finché questa qualità (neutramente intesa) va in direzione dei miei interessi ideali (perché di materiali 'un c'ènno) tanto meglio. Oggi che lui va per i cazzi suoi (ma 'ndo vai Daniele, mi chiedo, ma 'ndo vai) mi chiedo anche a che punto siamo della Partita Radicale schizzata da Sofri. Perché c'è chi non gliene batte nulla, e certo l'uovo d'oggi è molto più saporito della gallina di domani, ma anche chi sì, di quello che accadrà domani. E nella prospettiva di dover rinunciare, in quel domani lontano, a una potenzialità come quella rappresentata da Daniele- la speranza (e questo mio atteggiamento è il po' di spes che so essere e offrire) è che oggi (toh: entro il Congresso) il vituperato Capezzone, forte di un qualche successo o di una qualche tronata, "torni", renda interna a posteriori la sua scissione, coscionizzi economicamente Decidere, mandi in culo il nuovo editore che in modo inutilmente nocivo (tu fossi un giornalista, capirei, ma sei un politico Daniele, a che pro avere un editore?) si è voluto scegliere, si ricordi che l'Area Radicale è una risorsa e non un'insidia.
A Vecellio vorrei dire che è stato l'attacco della sua prima risposta a prestare il destro ai malintesi, non i malintesi a menarla inutilmente.
A Rita avrei altro da dire, ma solo di buono, quindi non è urgente.
Infine a Pannella che, leggo di sgamo su un forum (e chissà cos'ha detto di preciso), nella Conversazione di domenica scorsa, avrebbe dato di "nullafacenti rispetto alla politica radicale" ai firmatari. Nullafacente? Oui, c'est moi. Ma il Bacchi no, ditegnene secche su tante cose, ma dargli di nullafacente è una semplice cazzata, oltre che un insulto gratuito.
Ma forse sta tutto nel fatto che, come ha scritto Bordin, "la politica non è un pranzo di gala". E io, che pure non ho dimestichezza con le posate per il pesce e simili ammennicoli, quando vedo la gente (amici o giù di lì soprattutto) che si getta il baccalà addosso, o che proprio si sbrana - mi ritraggo. Inorridito? Spaurito? O per godermi meglio la scena.
E baci a tutti.
p.s. Nelle foto alcuni pomodori intellettuali freschi freschi, qualità LaNazione1957-58 e Corsera1959-63, colti negli ultimi giorni.
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lunedì, luglio 09, 2007
Ahi che svergogna quella mozione/2
LETTERA APERTA A MARCO PANNELLA E A TUTTI I DIRIGENTI NAZIONALI RADICALI
Noi, dirigenti, iscritti, militanti, simpatizzanti radicali rivolgiamo questa lettera aperta a Marco Pannella e a tutti i dirigenti nazionali radicali.
Quella che vede contrapposta molta parte della dirigenza radicale a Daniele Capezzone è ormai [anche] questione che tracima dal piano politico, come dimostra quanto avvenuto in chiusura dei lavori dell’ultimo Comitato nazionale di Radicali Italiani.
Si possono criticare le scelte politiche ed anche i comportamenti da parlamentare di Daniele Capezzone, come di qualunque altro compagno, ma quella che stiamo vivendo si dimostra sempre più come una lotta interna[ottimo] di crescente violenza[sicuri di voler utilizzare questa parola?? un più anodino intensità?], colma di colpi bassi e senza regole [beh insomma; direi piuttosto: in cui le stesse regole del nostro stare insieme sono a rischio], che ci sta portando ad esaurire in questa follia collettiva le nostre già poche energie.
Noi, firmatari di questa lettera, non ci riconosciamo nella mozione particolare dell’ultimo Comitato nazionale, per il contenuto ad personam delle sue premesse e per la modalità [quali?] con la quale è stata condotta la votazione in quella fase finale dei lavori; così come, per gli stessi motivi, non ci riconosciamo in una parte[ottimo] del contenuto delle pagine a pagamento acquistate su Il Foglio e Il Riformista. Tutta questa vicenda è stata una brutta pagina, estranea alla storia e alla teoria politica radicale.
Noi, firmatari di questa lettera, auspichiamo che cessi questo attacco scomposto e controproducente nei confronti di Daniele Capezzone (come per il “prossimo Daniele Capezzone” che verrà) e si passi ad una fase dove tutte le diversità interne possano essere valorizzate o, almeno, considerate semplicemente come tali e non come un attacco alla vita del partito. Siamo o non siamo quelli della doppia tessera, quindi anche della possibilità di percorrere parallelamente storie politiche diverse? Siamo o non siamo il partito delle Associazioni che possono nascere senza bisogno di chiedere al centro se sono accettabili o utili i temi politici e le linee programmatiche che intendono perseguire? [qua però, almeno per me, è INDISPENSABILE specificare che non si condivide neanche il fatto che Daniele si è fatto i cavoli suoi senza chiamare i radicali, perché va bene che siamo quelli delle associazioni libere ecc. ma se uno vuol fare le cose con noi ci deve anche chiamare per dire che sta facendo delle cose, mentre pare che i radicali non siano nemmeno più nell’indirizzario di Daniele! ed ecco un esempio di come la formulerei: ‘E su questa base che si può criticare l’operato di D.C. e la sua apparente scelta di escludere i radicali persino dal suo “indirizzario”.]
Noi, firmatari di questa lettera, sentiamo l’esigenza di una riflessione approfondita su come ri-organizzarci, su quali nuove regole siano necessarie per garantire un futuro e una crescita - anche territoriale - all’intera area che i radicali oggi rappresentano.
Noi, firmatari di questa lettera vediamo il rischio della fine di una storia, che è anche la nostra storia personale, che abbiamo amato e amiamo e che soprattutto riteniamo ancora necessaria al paese, e che oggi vediamo messa in discussione dal comportamento di buona parte della dirigenza radicale.
Caro Marco, ricordi?[levare] “Fai quello che devi, accada quello che può”. Questa lettera che ti rivolgiamo è quello che riteniamo di dover fare. Ciò che potrà accadere dipenderà soprattutto da te ma anche dal [sostituire con anche da te come dal] comportamento di tutti coloro che hanno a cuore le sorti e la storia dei Radicali.
Con affetto.
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martedì, luglio 03, 2007
I miei conti col Capez
Non ci sono. E quindi potrei fare a meno di farli. Epperò facciamoli.Il Capez è uno che parla chiaro. Pannella è schietto, ma non si può dire che sia chiaro. Dante è schietto, ma chiaro (inteso magari come contrario di vago) no, e ciò non è male. Il Capez è chiaro. La Bonino è chiara. Se sono diventato radicale lo devo alla Bonino. Se sono rimasto con entusiasmo lo devo a Daniele. Quindi ho dei conti col Capez. Ma sono debiti, non crediti. Ed ecco perché è con imbarazzo che li squaderno.
La mamma di due mie amiche d’infanzia, nate a un paio d’anni di distanza e perciò, come statistica vuole, molto litigiose- la mamma di queste due mie amiche quando loro, da piccine, si malmenavano, non si metteva a chiedere chi avesse cominciato, non indagava chi avesse ragione e chi torto: si buttava nella mischia e le zombava tutte e due di dannata ragione. Ecco, il mio istinto (non so se sia un “riflesso”), ogni volta che entro in Casa Pannella, è questo: prendere i capoccioni di Pannella e del Capez e sbatterglieli l’uno contro l’altro.
Daniele, il partito è una risorsa, non un’insidia. Daniele, il partito (l’area, la galassia – quello che ti pare) è una risorsa, non un’insidia!
Una cosa brutta. Ho il sospetto che se il Capez non lancia la sfida per la segreteria di RI non sia per disinteresse (né per paura, ché potrebbe anche buscarle, ma anche no, e sono certo che la sfida lo appassionerebbe), ma che sia perché questa associazione ha i debiti che ha, e li ha con chi li ha – cioè col resto dell’area a cui, come nuovo segretario, sarebbe economicamente vincolato.
Una cosa bella. Daniele continua a versare 6000 euro al mese all’area. C’è un contratto che lo vincola in tal senso e che se lui non lo facesse gli farebbe pagare una penale? Ditemelo. Perché sennò il fatto che lui continui a versare quei soldi (che son soldi), mi sembra sbagliato non valorizzarlo, mi sembra giusto che sia un motivo per continuare (con appropriato pannellismo) a far fiducia nella sua capacità di incidere positivamente nella storia d’Italia.
Chi ha cominciato? Forse il Capez: non si dimise, e lo fece con una certa spocchia, pretendendo per le proprie analisi non solo attenzione ma assenso. Forse Pannella: la sceneggiata del defenestramento non mancava di perché ma abbondava ancor più di mapperché?. Chi ha continuato? Pannella non è stato certo simpatico, Daniele a dir poco permaloso. Daniele (accozzo ricordi confusi, ma con un minimo di ordine cronologico) tirò fuori quella storia della reductio ad unum che non ho ancora capito ma che mi parve malmostosa. Daniele non coinvolse Rita (la sua segretaria) nel digiuno di gennaio per gli otto senatori, digiuno concluso alla bell’e meglio (come altri di altri? peggio di altri di altri). Daniele non ha votato la fiducia a Prodi senza perlomeno discuterne con il gruppo parlamentare. Eppoi m’arriva il Pannella furioso, che gli dà di cripto-gesuita (ora? ora gliene dai? ah ora è più gesuita che radicale? è più figlio di mamma che di babbo o viceversa? mapperfavore!), il Pannella furioso che gli ritira ogni credito anche sulle presenze parlamentari (ma l’analisi di quelle assenze è abbastanza a cazzo di cane, “tutte” e 44 le missioni sono truffaldine? tutte tutte, d’altronde è più figlio di mamma che di babbo). E ridagli il Capez che mi dice che bisogna uscire dal sistema dei partiti, radicali compresi; ultima pugnalata. Ma quello che mi dà più fastidio mi dà fastidio in tutti, e in chiunque voglia rapportarsi per qualsiasi cosa anche al giudizio altrui - come un politico non può non fare (ma anche boh), in chiunque non odi il mondo. “Tutto è vano. Impegnati strenuamente” (traduzione capezzoniana di un motto di Buddha che meno all’occidentale fa: “Tutto è transitorio. Continuate ad esercitarvi strenuamente”) è molto più bello del pannelliano “Fai quel che devi. Accada quel che può”. Ma quel tacere il contraddetto, quell’improvvisa mancanza di credito nell’interlocutore, quella calcolata regressione ai moduli del litigio familiare… E in tutto ciò i simpatizzanti (che giustamente seguono il giusto, perché la giornata ha ventiquattro ore, la macchina la benzina che ha, e di posti più belli dove passeggiare ce n’è dappertutto) che simpatizzano per il Capez badando solo a un lato dello psicologismo (Silvio S., per dirne uno, ma ne incontro a bizzeffe), e da un'altra parte chi del Capez punta tutto sulla malafede (4duke in primis) e dà di abbindolati (o, alla fiorentina, di “battezzati”) a chi anche solo lo ascolta…
E potrei continuare, ma in ogni caso non saprei proprio come concludere.
Ciao Daniele. Salutami il tuo nuovo editore.
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lunedì, luglio 02, 2007
Contro la Fannullonaggine dei Re

Avrei da dire un brutto po’ di cose su questo Comitato a cui sono risultato assente e su tutto l’ambaradan radical-capezzoniano. Ma, da fannullone semi-privato quale sono (semi- perché facente parte del suddetto Comitato, privato perché privato di qualsiasi sovranità vada oltre il voto alle elezioni o a 'sto Comitato medesimo), una cosa urgo dimandare.
Ma la mozione anti-fannulloni (e cioè anti-Daniele – chi è nemesi del suo ben-) è vincolante per gli organi dirigenti di RI? Stante che io, a esserci (mi piace votare, mi fa sentire un re, e non aver votato proprio ieri mi è nemesi del mio ben)- RIstante che io, a esserci, così com’è NON la avrei votata (un ‘bravo’ a Mellano che ha chiesto il voto per parti separate)- beh, tRIstante questo, vorrei capire se è vincolante, e se io sono considerabile formalmente organo dirigente.
Dallo Statuto di RI:
Art. 4 - Il Comitato Nazionale.
1. Il Comitato Nazionale dibatte e delibera su iniziative del Movimento e sulle decisioni e sulle proposte degli organi dirigenti; tali deliberazioni sono vincolanti per gli organi dirigenti se adottate dal Comitato con la maggioranza dei 2/3, quando partecipi al voto almeno la metà dei suoi componenti;
Bene. Hanno votato in 38, di cui 28 a favore (7 contro e 3 astenuti – fra i quali avrei potuto essere io onorandomi di imitare l’ottimo Lucio Bertè); i 2/3 di 38 sono 25,33, facciamo 26 (ma anche 27, fa lo stesso), e quindi ‘sti 2/3 ci sono.
Ma quanti sono i membri del Comitato?
RIdallo Statuto di RI (stesso Articolo 4):
3. Il Comitato Nazionale è composto:
a ) da 60 membri eletti dal Congresso degli iscritti con voto proporzionale su liste bloccate concorrenti;
ogni lista non può presentare un numero di candidati superiore a 75;
b) da un membro in qualità di rappresentante di ogni associazione radicale che abbia almeno 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso;
c) dai parlamentari italiani ed europei e dai consiglieri regionali iscritti al Movimento per l’anno in corso. In caso di cessazione dalla carica per dimissioni o per scadenza del mandato elettorale, i parlamentari ed i consiglieri suddetti continuano a far parte a pieno titolo del Comitato nazionale fino alla tenuta del Congresso successivo.
Nelle deliberazioni per le quali il presente Statuto richieda maggioranze qualificate, votano e rilevano ai fini del quorum i componenti del Comitato eletti dal Congresso e gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso
RIbene. Ma quanti sono gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno 2007? Non ho trovato risposta nei siti radicali (ma potrei averla cercata male) ma in ogni caso, se non sono almeno 16 (=38x2), e ne dubito, mi pare che abbia partecipato al voto la metà dei componenti il Comitato, il che rende la mozione vincolante per gli “organi dirigenti”. Ma quali sono ‘sti organi dirigenti?
TRIdallo Statuto di RI:
Art. 1 - Il Movimento."Radicali Italiani, movimento liberale, liberista, libertario, soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale", è un organismo politico costituito dagli iscritti al Movimento.Gli organi del Movimento sono: il Congresso degli iscritti, il Comitato nazionale, la Direzione, il Presidente del Movimento, il Segretario, il Tesoriere, il Presidente del Comitato.
TRIbene. Il Comitato è un organo. Ma dirigente? Nella home page di radicali.it per arrivare al link del Comitato (membri) bisogna passare dai link “Chi siamo” e “Dirigenti”. Da cui le domande iniziali e finali: sono dirigente? E sono vincolato?
La questione non è oziosa.
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sabato, maggio 05, 2007
Del perché la nonviolenza mi fa incazzare/x
Odio ancora di più vedere gente che mangia quando ho fame.
Un tale che digiuni per quaranta giorni (o anche solo per quaranta minuti, magari, se gastroduodenitico o roba del genere) non mi empatizza per un cazzo, piuttosto mi infastidisce, mi inquieta, al limite mi suscita ammirazione – ma, attenzione, lo stesso tipo di ammirazione che ho per imprese che mi paiano napoleoniche – qua magari cristiche.
Quando un tale qualsiasi (con scarsa propensione al cristismo, per dire, non abbastanza forte – io, per dire) digiuna – io quando digiuno sono incazzoso come non mai. Questa è la diretta genealogia di tutte le mie perplessità morali in merito alla nonviolenza; si può digiunare conciandosi in modo diverso da fante/santo in estasi laica?
Pannella quando digiuna diventa (sa diventare, ne ha la forza, sa riciclare la propria megalomania) una figura dall’inquietante sorriso cristico-gandhiano-dalailamesco, il suo buon viso sfida qualsiasi buon senso - o lo incarna, chennesò.
Quando lo fa qualcun altro dipende. Mica sono l’unico stronzo – per quanto sia innegabile che sia uno stronzo mostruosamente intelligente. Quando Capezzone ha digiunato quaranta giorni (-un giudizio sull’esito dell’impresa: in altro momento-) gli è scappato uno scazzo con la Bonino che poi lo ho sentito giustificare (o forse voleva solo levarsi dai coglioni un importuno, o forse era banalmente vero epperò-): “Ero al trentottesimo giorno di digiuno e [l’Emma] mi è venuta a dire che…” (-epperò non va mica bene lo stesso. È quello che sto cercando di dire). Ora che Vecellio è in sciopero della fame da diciotto giorni, sul forum sta litigando a destra e a manca; o forse è il solito seriosamente incazzoso, bravissimo Vecellio.
Per questo vorrei applaudire a piene mani la nostra [Clau]dina[ Sterzi], novella Cesarina Beccaria. Misurata, divertente, appassionante. Decisa, incazzosa nel senso migliore del termine, radicale e patafisica come non mai (e lo è spesso). Brava, bella e buona. Un bacione.
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lunedì, aprile 09, 2007
Fuori Porta Pia
Siccome, a dispetto delle apparenze, non sono tutti più coglioni di me, dice: Ma che ci vai a fare in san Pietro per Pasqua? Ed io in effetti ero disimpegnato altrove - ma questa (mancata grazia A Benedetto XVI a parte) era una figata perché: mai visto un più generoso tentativo di unione laica delle forze.(In questa cripta invece giacciono le spoglie delle mie variamente sacrosante debolezze)
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sabato, febbraio 24, 2007
Un anno vissuto disobbediscamente
Per festeggiare degnamente l’anno e rotti da quando si ridisse Via!, l’altro giorno, per la Legalità e per Pannella (e contro Turigliatto e chi se lo merita), sciopero della fame alla taoista, che sarebbe a dire che ai tre cappuccini ho sostituito tre birrette. A presto una collettiva roba radicale & patafisica del genere!Etichette: curtura generale, i'tTao, il Braccini, pro Rosam et Pugnum, Vita da radicali
