martedì, novembre 06, 2007
Oh when the Saints (except the ones who are dead).../ultima

I miei interventi in Commissione Legalizzare l'Italia e in Plenaria. Di seguito una ricostruzione, dagli appunti, dell'intervento in plenaria. Tutto piuttosto inutile.
Esco dall'esperienza congressuale di quest'anno parecchio sfavato. Pannella, Maestro, ci s'è messo a fare il pedagogo. E a me m'è toccato votare la lista dei rientrodolcini (niente da dire contro i suoi componenti, anzi, ma resta forte la mia ideosincrasia contro il nome che si son scelti e l'idea centrale che vi sta dietro-) solo ed esclusivamente per la nostra dina - ché sennò avrei oscillato fra l'astensione e la lista Manfredi. Anche molte cosine belline, fra cui, appunto, l'Elezione di Claudi[n]a Sterzi al Comitato Nazionale (con cui disobbediscamente ci si felicita). Ma prima di rinnovare la tessera aspetto il 1° gennaio, o il giorno dopo, o quello dopo ancora, eccetera.
Intervento in Congresso
(Padova 2007)
prova di ricostruzione (dagli appunti) dell'
Emma Bonino ci ha ricordato fra l'altro, col suo intervento, la necessità di spaziare nell'analisi politica ben oltre i confini del nostro dibattito interno, del nostro paese e anche aldilà dell'Europa. Guicciardini scrisse la sua Storia d'Italia allargando la prospettiva storiografica fino ad allora strettamente municipale; il nostro Croce, quattro secoli dopo, scrisse la sua Storia d'Europa nel secolo decimonono; a me piace dire che noi stiamo vivendo, e – quando ci riusciamo – facendo, la Storia del Mondo nel Secolo Vigesimoprimo.
È in questa chiave che vorrei pronunciare anch'io, come ha fatto timidamente Dentamaro – e molto fattivamente Donatella – vorrei pronunciare anch'io qua, in plenaria, la parola Antiproibizionismo - non perché la si possa considerare 'radicalmente' obsoleta, anzi – ma come promemoria per l'anno a venire durante il quale, a quanto pare, le nostre priorità saranno altre.
Ne ho già brevemente parlato nella commissione “Legalizzare l'Italia”, un po' perché, purtroppo, non è stato possibile organizzare uno spazio specifico per l'argomento in questa sede; molto perché il Proibizionismo credo lo si possa considerare alla radice dell'illegalità anche italiana perlomeno alla pari della imperversante illegalità dell'informazione.
Certo, il problema delle priorità è proprio: cosa fare prima. Cosa porta a cos'altro? Qual'è il punto in cui “piazzare le cariche” di modo da far crollare l'attuale sistema dalle fondamenta? -per dirla alla bombarola- Ora io So che la direzione “giusta” è la libertà, ma non mi oriento granché né nelle strategie né tantomeno nei tatticismi politici con un anno di respiro, e quindi fo fiducia a chi ha dimostrato potenza d'analisi in mille occasioni precedenti. Ma mi piace ricordare qua, molto alla grossa, alcuni dati che quasi tutti conosciamo (ma forse no) e che a volte facciamo un po' come se ce li fossimo scordati.
Di recente Mecacci, su Notizie Radicali, ha riportato da Foreign Policy [intervento Mecacci] alcune stime; nulla di nuovo, per carità, al contrario conferme che avvalorano stime precedenti dello stesso ordine. Secondo queste stime fra il 6 e il 10% del commercio mondiale è costituito da commercio di droghe illegali (Fra il 6 e il 10%!). Un giro d'affari tale da poter essere considerato la causa diretta di tutta una serie di conflitti a giro per il mondo, e della forza della malavita italiana. Perché il secondo dato, notissimo, che voglio ricordare è che il 90% e rotti degli introiti della 'Ndrangheta non viene dagli appalti ma da droga e prostituzione, e per la maggior parte dalla droga, una specie di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata gentilmente offerto dal Proibizionismo.
Mi piace ricordare sempre che vari ministri di vari governi colombiani hanno avuto occasione di dire abbastanza chiaro e tondo che se si legalizzasse, in quel caso la cocaina, la loro decennosa guerra civile finirebbe quel giorno stesso. Questo anche come appunto per l'organizzazione del Satiagrà mondiale per la pace...
[intervento Perduca]
Colombia, Bolivia, Afganistan, Birmania, Laos – Calabria.
... Se appunto la priorità di quest'anno sarà l'economia, questi, in termini di tasse mancate e di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata, sono temi economicissimi, che più economici non si può.
Cosa stiamo facendo? Un sacco di cose. L'oppio afgano (Perduca e Cappato), le narcosale a Torino, Donatella ci ha dettagliato le varie pdl in parlamento... Tutti treni che sono già partiti, come ha detto Lucio Bertè, e che non si fermeranno certo nel nome di quale che sia anno sabbatico, come ha giustamente detto Vecellio (e come ha invece erroneamente riportato Staderini).
Credo però che presto su tutto ciò si dovrà trovare il tempo per – fare un punto, un po' per coordinare le iniziative in corso, anche se non disdegno certo il caos creativo, molto per farci venire qualche idea che abbia la possibilità di essere Dirompente.
E qua due parole su Rita. Sarò parziale, ma in quest'anno la figura di Rita, che nell'ambito della battaglia antiproibizionista è un Gigante (venti disobbedienze!), mi è parsa un po' sacrificata, non valorizzata. Rita finora ha retto la baracca in un anno che, baccalà a parte (baccalà come parola bandinelliana), è stato anche straordinario: Welby, la moratoria, la scoperta dei retroscena di Iraq Libero (questo davvero è una cosa da Storia del Mondo nel Secolo vigesimoprimo!), e non ultimo il lavoro di formica di Emma Bonino, dei nostri parlamentari, un po' di tutti.
Ecco, io non ho ancora sentito parlare nessuno, a parte Viale, di candidature alla segreteria. Dico solo che, per il tipo di preoccupazioni che ho espresso, è evidente che Rita sarebbe una garanzia.
È in questa chiave che vorrei pronunciare anch'io, come ha fatto timidamente Dentamaro – e molto fattivamente Donatella – vorrei pronunciare anch'io qua, in plenaria, la parola Antiproibizionismo - non perché la si possa considerare 'radicalmente' obsoleta, anzi – ma come promemoria per l'anno a venire durante il quale, a quanto pare, le nostre priorità saranno altre.
Ne ho già brevemente parlato nella commissione “Legalizzare l'Italia”, un po' perché, purtroppo, non è stato possibile organizzare uno spazio specifico per l'argomento in questa sede; molto perché il Proibizionismo credo lo si possa considerare alla radice dell'illegalità anche italiana perlomeno alla pari della imperversante illegalità dell'informazione.
Certo, il problema delle priorità è proprio: cosa fare prima. Cosa porta a cos'altro? Qual'è il punto in cui “piazzare le cariche” di modo da far crollare l'attuale sistema dalle fondamenta? -per dirla alla bombarola- Ora io So che la direzione “giusta” è la libertà, ma non mi oriento granché né nelle strategie né tantomeno nei tatticismi politici con un anno di respiro, e quindi fo fiducia a chi ha dimostrato potenza d'analisi in mille occasioni precedenti. Ma mi piace ricordare qua, molto alla grossa, alcuni dati che quasi tutti conosciamo (ma forse no) e che a volte facciamo un po' come se ce li fossimo scordati.
Di recente Mecacci, su Notizie Radicali, ha riportato da Foreign Policy [intervento Mecacci] alcune stime; nulla di nuovo, per carità, al contrario conferme che avvalorano stime precedenti dello stesso ordine. Secondo queste stime fra il 6 e il 10% del commercio mondiale è costituito da commercio di droghe illegali (Fra il 6 e il 10%!). Un giro d'affari tale da poter essere considerato la causa diretta di tutta una serie di conflitti a giro per il mondo, e della forza della malavita italiana. Perché il secondo dato, notissimo, che voglio ricordare è che il 90% e rotti degli introiti della 'Ndrangheta non viene dagli appalti ma da droga e prostituzione, e per la maggior parte dalla droga, una specie di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata gentilmente offerto dal Proibizionismo.
Mi piace ricordare sempre che vari ministri di vari governi colombiani hanno avuto occasione di dire abbastanza chiaro e tondo che se si legalizzasse, in quel caso la cocaina, la loro decennosa guerra civile finirebbe quel giorno stesso. Questo anche come appunto per l'organizzazione del Satiagrà mondiale per la pace...
[intervento Perduca]
Colombia, Bolivia, Afganistan, Birmania, Laos – Calabria.
... Se appunto la priorità di quest'anno sarà l'economia, questi, in termini di tasse mancate e di Finanziamento pubblico alla criminalità organizzata, sono temi economicissimi, che più economici non si può.
Cosa stiamo facendo? Un sacco di cose. L'oppio afgano (Perduca e Cappato), le narcosale a Torino, Donatella ci ha dettagliato le varie pdl in parlamento... Tutti treni che sono già partiti, come ha detto Lucio Bertè, e che non si fermeranno certo nel nome di quale che sia anno sabbatico, come ha giustamente detto Vecellio (e come ha invece erroneamente riportato Staderini).
Credo però che presto su tutto ciò si dovrà trovare il tempo per – fare un punto, un po' per coordinare le iniziative in corso, anche se non disdegno certo il caos creativo, molto per farci venire qualche idea che abbia la possibilità di essere Dirompente.
E qua due parole su Rita. Sarò parziale, ma in quest'anno la figura di Rita, che nell'ambito della battaglia antiproibizionista è un Gigante (venti disobbedienze!), mi è parsa un po' sacrificata, non valorizzata. Rita finora ha retto la baracca in un anno che, baccalà a parte (baccalà come parola bandinelliana), è stato anche straordinario: Welby, la moratoria, la scoperta dei retroscena di Iraq Libero (questo davvero è una cosa da Storia del Mondo nel Secolo vigesimoprimo!), e non ultimo il lavoro di formica di Emma Bonino, dei nostri parlamentari, un po' di tutti.
Ecco, io non ho ancora sentito parlare nessuno, a parte Viale, di candidature alla segreteria. Dico solo che, per il tipo di preoccupazioni che ho espresso, è evidente che Rita sarebbe una garanzia.
Etichette: Contra Rosam, il Braccini, Vita da radicali
venerdì, agosto 10, 2007
Santo morto, eccetera/y
Il mio maraviglioso intervento al Comitato Straordinario di fine luglio, per i pochi che avessero mancato la ghiotta occasione di guatarmi la pelata nuova, è (spero) QUA. Mi sarebbe garbato mettere la finestrella alla youtube, ma il mio unico fiacco tentativo è andato a vuoto. Non mi si fosse temporaneamente rotto il balocco - il giorno prima che l'Assistenza Tecnica andasse in ferie -, tutto ciò sarebbe stato perlomeno corredato dalla foto della tomba più fica che abbia visto in vita mia. Commenti altroquando. Baci (e preannunci di piccole sorprese per il prossimo futuro) anche ora.
Etichette: Capez, Contra Rosam, curtura generale, il Braccini, pro Rosam et Pugnum, Storia del Mondo nel Secolo Vigesimoprimo, Vita da radicali
lunedì, luglio 02, 2007
Contro la Fannullonaggine dei Re

In un saggetto contenuto nei suo Essais dal titolo Contre la fayneantise (vo a memoria, potrei sbagliare qualche esse o qualche ipsilon), Montaigne, quasi a meglio difendere la fannullonaggine propria, si scaglia contro la fannullonaggine dei re – o comunque di chiunque detenga una qualche porzioncina di sovranità.
Avrei da dire un brutto po’ di cose su questo Comitato a cui sono risultato assente e su tutto l’ambaradan radical-capezzoniano. Ma, da fannullone semi-privato quale sono (semi- perché facente parte del suddetto Comitato, privato perché privato di qualsiasi sovranità vada oltre il voto alle elezioni o a 'sto Comitato medesimo), una cosa urgo dimandare.
Ma la mozione anti-fannulloni (e cioè anti-Daniele – chi è nemesi del suo ben-) è vincolante per gli organi dirigenti di RI? Stante che io, a esserci (mi piace votare, mi fa sentire un re, e non aver votato proprio ieri mi è nemesi del mio ben)- RIstante che io, a esserci, così com’è NON la avrei votata (un ‘bravo’ a Mellano che ha chiesto il voto per parti separate)- beh, tRIstante questo, vorrei capire se è vincolante, e se io sono considerabile formalmente organo dirigente.
Dallo Statuto di RI:
Art. 4 - Il Comitato Nazionale.
1. Il Comitato Nazionale dibatte e delibera su iniziative del Movimento e sulle decisioni e sulle proposte degli organi dirigenti; tali deliberazioni sono vincolanti per gli organi dirigenti se adottate dal Comitato con la maggioranza dei 2/3, quando partecipi al voto almeno la metà dei suoi componenti;
Bene. Hanno votato in 38, di cui 28 a favore (7 contro e 3 astenuti – fra i quali avrei potuto essere io onorandomi di imitare l’ottimo Lucio Bertè); i 2/3 di 38 sono 25,33, facciamo 26 (ma anche 27, fa lo stesso), e quindi ‘sti 2/3 ci sono.
Ma quanti sono i membri del Comitato?
RIdallo Statuto di RI (stesso Articolo 4):
3. Il Comitato Nazionale è composto:
a ) da 60 membri eletti dal Congresso degli iscritti con voto proporzionale su liste bloccate concorrenti;
ogni lista non può presentare un numero di candidati superiore a 75;
b) da un membro in qualità di rappresentante di ogni associazione radicale che abbia almeno 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso;
c) dai parlamentari italiani ed europei e dai consiglieri regionali iscritti al Movimento per l’anno in corso. In caso di cessazione dalla carica per dimissioni o per scadenza del mandato elettorale, i parlamentari ed i consiglieri suddetti continuano a far parte a pieno titolo del Comitato nazionale fino alla tenuta del Congresso successivo.
Nelle deliberazioni per le quali il presente Statuto richieda maggioranze qualificate, votano e rilevano ai fini del quorum i componenti del Comitato eletti dal Congresso e gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso
RIbene. Ma quanti sono gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno 2007? Non ho trovato risposta nei siti radicali (ma potrei averla cercata male) ma in ogni caso, se non sono almeno 16 (=38x2), e ne dubito, mi pare che abbia partecipato al voto la metà dei componenti il Comitato, il che rende la mozione vincolante per gli “organi dirigenti”. Ma quali sono ‘sti organi dirigenti?
TRIdallo Statuto di RI:
Art. 1 - Il Movimento."Radicali Italiani, movimento liberale, liberista, libertario, soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale", è un organismo politico costituito dagli iscritti al Movimento.Gli organi del Movimento sono: il Congresso degli iscritti, il Comitato nazionale, la Direzione, il Presidente del Movimento, il Segretario, il Tesoriere, il Presidente del Comitato.
TRIbene. Il Comitato è un organo. Ma dirigente? Nella home page di radicali.it per arrivare al link del Comitato (membri) bisogna passare dai link “Chi siamo” e “Dirigenti”. Da cui le domande iniziali e finali: sono dirigente? E sono vincolato?
La questione non è oziosa.
Avrei da dire un brutto po’ di cose su questo Comitato a cui sono risultato assente e su tutto l’ambaradan radical-capezzoniano. Ma, da fannullone semi-privato quale sono (semi- perché facente parte del suddetto Comitato, privato perché privato di qualsiasi sovranità vada oltre il voto alle elezioni o a 'sto Comitato medesimo), una cosa urgo dimandare.
Ma la mozione anti-fannulloni (e cioè anti-Daniele – chi è nemesi del suo ben-) è vincolante per gli organi dirigenti di RI? Stante che io, a esserci (mi piace votare, mi fa sentire un re, e non aver votato proprio ieri mi è nemesi del mio ben)- RIstante che io, a esserci, così com’è NON la avrei votata (un ‘bravo’ a Mellano che ha chiesto il voto per parti separate)- beh, tRIstante questo, vorrei capire se è vincolante, e se io sono considerabile formalmente organo dirigente.
Dallo Statuto di RI:
Art. 4 - Il Comitato Nazionale.
1. Il Comitato Nazionale dibatte e delibera su iniziative del Movimento e sulle decisioni e sulle proposte degli organi dirigenti; tali deliberazioni sono vincolanti per gli organi dirigenti se adottate dal Comitato con la maggioranza dei 2/3, quando partecipi al voto almeno la metà dei suoi componenti;
Bene. Hanno votato in 38, di cui 28 a favore (7 contro e 3 astenuti – fra i quali avrei potuto essere io onorandomi di imitare l’ottimo Lucio Bertè); i 2/3 di 38 sono 25,33, facciamo 26 (ma anche 27, fa lo stesso), e quindi ‘sti 2/3 ci sono.
Ma quanti sono i membri del Comitato?
RIdallo Statuto di RI (stesso Articolo 4):
3. Il Comitato Nazionale è composto:
a ) da 60 membri eletti dal Congresso degli iscritti con voto proporzionale su liste bloccate concorrenti;
ogni lista non può presentare un numero di candidati superiore a 75;
b) da un membro in qualità di rappresentante di ogni associazione radicale che abbia almeno 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso;
c) dai parlamentari italiani ed europei e dai consiglieri regionali iscritti al Movimento per l’anno in corso. In caso di cessazione dalla carica per dimissioni o per scadenza del mandato elettorale, i parlamentari ed i consiglieri suddetti continuano a far parte a pieno titolo del Comitato nazionale fino alla tenuta del Congresso successivo.
Nelle deliberazioni per le quali il presente Statuto richieda maggioranze qualificate, votano e rilevano ai fini del quorum i componenti del Comitato eletti dal Congresso e gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno in corso
RIbene. Ma quanti sono gli eletti dalle associazioni radicali con 25 iscritti al Movimento per l’anno 2007? Non ho trovato risposta nei siti radicali (ma potrei averla cercata male) ma in ogni caso, se non sono almeno 16 (=38x2), e ne dubito, mi pare che abbia partecipato al voto la metà dei componenti il Comitato, il che rende la mozione vincolante per gli “organi dirigenti”. Ma quali sono ‘sti organi dirigenti?
TRIdallo Statuto di RI:
Art. 1 - Il Movimento."Radicali Italiani, movimento liberale, liberista, libertario, soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale", è un organismo politico costituito dagli iscritti al Movimento.Gli organi del Movimento sono: il Congresso degli iscritti, il Comitato nazionale, la Direzione, il Presidente del Movimento, il Segretario, il Tesoriere, il Presidente del Comitato.
TRIbene. Il Comitato è un organo. Ma dirigente? Nella home page di radicali.it per arrivare al link del Comitato (membri) bisogna passare dai link “Chi siamo” e “Dirigenti”. Da cui le domande iniziali e finali: sono dirigente? E sono vincolato?
La questione non è oziosa.
Etichette: Capez, Contra Rosam, il Braccini, Storia del Mondo nel Secolo Vigesimoprimo, Vita da radicali
