giovedì, aprile 06, 2006

 

Berlusconì, c’est moi

Lo dicevo l’altro giorno di Emma (il che è anche più in linea con la citazione del titolo), l’ho praticamente visto dire da Moretti. Sono andato a vedere "Il Caimano" (massì), mi sono divertito un sacco, faccio giusto qualche osservazione sparsa (tutte ricche, ATTENZIONE, di SPOILER.) Primo: ma c’è qualcuno che è riuscito a vederlo senza esserselo prima fatto spoilerare da giornali, tv e non ultimi blog? No, ma a me, una tantum, non è pesato. Secondo: Berlusconi, nel film, è dato per onnipresente su uno sfondo pressoché fuori di testo (in cui fa appena una rapida incursione con la sua famosa bella figura al Parlamento europeo) ed è nel fuoco del racconto, nel film nel film; nella narrazione vera e propria la sua “vittoria”, il suo averci trasformati tutti, viene enunciato ma francamente pochissimo agito. A me, una tantum, la cosa non è spiaciuta (ma vedi in fondo); sullo sfondo e nel fuoco, su un altro piano ma come l’Harry (quello "deconstructed") di Woody Allen (e nota che a me di solito il metacinema mi fa venire il latte alle ginocchia). Terzo: le scene del Caimano nel Caimano sono piuttosto belle ed hanno il dono della sintesi, però, epperò, la cacciata di Montanelli dal “Giornale” (forse perché seguii bene la vicenda, e ne ebbi anche un bell’impatto emotivo) poteva essere talmente più trionfale di così! Quarto: aspettiamo fiduciosi "Freud contro Maciste" (e magari, per far contento Fagioli, possiamo fare che vince Maciste), ma anche solo "Mocassini Assassini" ci riempirebbe di gioia (ah il trash d’antan. Ma attenzione: se il personaggio-regista non gira un film da dieci anni vuol dire che la sua ultima produzione, "Cateratte", è solo del ’96!). Quinto: il finale. Nel '94 la tensione era tale che erano tutti pronti ad andare in montagna (e magari, per puro vitalismo, anch'io; fu il mio primo voto e disegnai una bella A cerchiata sulla scheda). Oggi, quel golpe di scena finale non è molto diverso dall'explicit della Coscienza di Zeno (cito a memoria, e magari invece era Gozzano): che bisogno c’è che esista il mondo?
Ma soprattutto. A me ’sto film m’ha indicato a dito un’evidenza cronologica banale quanto spaventevole. Io sono del ’76. C’è il serio rischio che gli ’80 italiani vengano raccontati dagli storici come, prima di tutto, quelli dell’ascesa del Berlusca. Che i ’90 e questa laide epoque siano suoi non c’è dubbio. E dunque ho vissuto tutta la vita sotto il segno storiografico del Berlusca. Se lui è il fuoco, cazzo se ne frega di 'sto film e del fatto che vi sia agito o meno quanto vi è enunciato; se lui è il fuoco lo sfondo siamo (e non come la storia) noi.


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