giovedì, marzo 23, 2006

 

Lauree brevissime

Quello che Gian Antonio Stella racconta sul corriere della sera in maniera deliziosa (e in chiave decisamente rosapugnante) è l'autonomia degli atenei tutta all'italiana. Racconta come i dipendenti del Viminale possano avere "sconti" sugli esami da fare per laurearsi all'Università San Pio V, in quanto già in parte "dotti della materia".
Ora, son convinta di essermi presa la mia laurea in matematica (non vedo l'ora di avere il pezzo di carta ufficiale da appendere al muro, per vantarmene ancora di più con quelli che sbandierano di non saper più fare le divisioni a due cifre) più per cultura generale (e anche passione) che per altro. Se all'epoca in cui mi sono iscritta all'università ci fosse stata un pochino più di autonomia, di informazione, e se non ci fosse stato il valore legale del titolo di studio, la laurea me la sarei presa ugualmente, magari non a Firenze (dove, si sa, per quasi tutto si campa sugli allori del passato) e probabilmente camperei di matematica in senso stretto e non in senso lato, come faccio ora. Ma coi se e coi ma, si dice, non si fa la Storia. E tutto sommato, quello che faccio per campare non mi fa affatto schifo.

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Commenti:

Se più gente campasse di design italiano firmato Levi-Civita, Caccioppoli, Peano, Dini, Bombieri, per dire di grandi griffe e comunque di design matematico in senso Liviettiano potremmo anche noi fare gli Indiani di India e di America.
 
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