giovedì, marzo 16, 2006

 

Flussi e riflussi

Il 14 marzo, tra l'una e le tre meno un quarto circa ero alle poste a tener compagnia ad una amica albanese (ebbene sì, ho amiche albanesi!) che doveva convertire il permesso di soggiorno.
Dietro a noi una donna rumena, semianalfabeta, reduce da una notte sul marciapiede davanti alle poste, col suo modulo a lettura ottica in mano. Fa i complimenti per l'italiano alla mia amica e comincia a chiacchierare in un italiano molto zoppicante. Dopo poco, capiamo che la signora nella busta non ha nessuna promessa di contratto, che la sua domanda è totalmente sbagliata e soprattutto inutile: l'ha compilata probabilmente per "sentito dire", nell'illusione dell'equazione "decreto flussi=sanatoria". Quando ci sente ragionare di contratto e si spaventa. Uno sguardo di intesa tra me e la mia amica e sorvoliamo dicendo che la nostra è una pratica diversa e che non ne sappiamo niente. Non abbiamo avuto il cuore di dirle che tutto quello che stava facendo (ne parlerò?) era inutile o addirittura controproducente (a questo però lì per lì non ci abbiamo neanche pensato).

La stragrande maggioranza delle persone che erano davanti a quell'ufficio postale, erano presumibilmente clandestini. Chissà quanti nelle stesse condizioni della dolcissima signora rumena. Mi domando allora, che senso ha? Come si concilia una legge del genere con le code di clandestini davanti agli uffici postali?
E poi, quante vecchiette finiranno nella merda per domande compilate coi loro dati, magari a loro insaputa? Oppure verranno chiusi due occhi e le signore rumene, che abbiano fatto o meno la notte in bianco davanti alle poste, continueranno a a fare quello che facevano?

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Commenti:

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Non lo so Liviechka. Forse si può creare molta più domanda da parte delle imprese e buttando fuori i veramente disonesti, non quelli che arrivano all'ufficio postale dopo una cert'ora. Forse si può prevedere un'accoglienza che permetta a chi arriva di imparare la nostra lingua così da potersi difendere e poi pretenderlo, che la parli, la nostra lingua.
Forse si può investire nello sviluppo industriale dei paesi vicini, in modo che sempre meno siano i costretti a cercare la vita altrove. D'altra parte abbiamo l'orgoglio che le nazioni del nostro ex-impero sono le più povere del mondo a parte una...

Però il nostro Primo Ministro esultava per il trionfo in televisione. Felice dall'alto dei sui miliardi che una percentuale di poveri diavoli abbia scampato la fame, come se fosse chi sa quale Riforma. E poi capisco, che di questi tempi ci vuole un governo forte che ci impedisca di ammalarci di cancro ai polmoni, dove chi fuma marijuana e duplica DVD sia severamente colpito.

Tuttavia. La nostra Madonna Sinistra dei Poveri ci sta pensando che ai figli degli extracomunitari che nascono in Italia non spetta la cittadinanza italiana? A che serve se no tutta questa solidarietà sinistra?!?
 
Domenica, tra l'una e le due, ho sentito alla radio Emma esporre gli stessi dubbi (schedatura dei non-vincitori della lotteria, clandestini in coda, ecc. ecc.). Se vi capita, da riascoltare.
 
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