venerdì, marzo 31, 2006

 

Laicità

Si sente parlare continuamente, giustamente, ma spesso male, di laicità dello stato, di lezioni di laicità, di laicismo, ecc ecc. E mi chiedo anche a quanti gliene freghi veramente qualcosa della questione e quanti ne capiscano l'importanza (è lo scopo del post? non credo) e quando me lo chiedo mi deprimo, perchè temo/immagino la risposta. Ne parlano i rosapugnanti (secondo me bene, anche se pure Bordin fa capire neanche troppo velatamente che ormai s'è capito che Ruini e Ratzinger entrano a gamba tesa nella politica italiana), i vari Rutelli e Binetti, i diesse incupiti coi rosapugnanti, la mia genitrice con l'egiziano (che se potesse, pure lui probabilmente voterebbe rosa nel pugno) che sta tre case più in là.... E ne ha parlato ieri pure Giannelli sul corriere. Poche parole, molto eloquenti e almeno un sorriso (magari amaro) assicurato.

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Commenti:

Tempo fa i miei due genitori gay avevano una signora che veniva a servizio, di etnia tosco-mugellese, la quale era rossa di giorno e di sera. Nonostante questo, il posto al figlio glielo aveva rimediato il parroco, Don Pezzo di Pane. Questo per dire che la laicità importa il giusto. Abbiamo fame e voglia di vestirci, un po' per pudore e un po' perché fa freddo. Se non ho avuto una allucinazione acustica mi pare che in nessuno dei grandi dibattiti il povero Romano sotto torchio abbia parlato di come sono stati tolti soldi alla scuola pubblica per darli alla privata, dei PACS, dell'esenzione dall'ICI...Comunque, la vignetta è bellissima. W Livietta.
 
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