giovedì, luglio 19, 2007

 

La Rivoluzione non è un digiuno di gala

Ogni tanto lavoro anch’io. Siccome è stagione e c’è la raccolta dei pomodori intellettuali, lavoro in campagna. In campagna non sempre c’è una connessione internet decente. Soprattutto nei campi. Sicché ho seguito in ritardo e male l’evolversi del romanzo epistolàradicale di quest’estate.
Note sparse.
Ho firmato, nonostante sia mediamente tardo e restio a firmare cose del genere, più che per condivisione dei singoli passaggi della lettera (vedi nel post sotto le mie correzioni) perché ho sentito, sento e risento la necessità e l’urgenza di dare un segnale: così non va punto bene, ‘sti toni di merda usateli con qualcun altro. Ho firmato anche perché, alla mia prima assenza in Comitato, manca poco mi vincolavano a dire “Capezzone Buco” (il che, come noto, è solo una mezza verità, oltre che un mezzuccio). Ho firmato per tutto un complesso di motivi (che non mancherà occasione per stare a ridire), sfidando nel mio infimo (attualmente nel mio dugentocinquantesimo) il rischio che tutto ciò venisse inteso (male.) come uno schieramento nei giochi di potere interni. Che finché son giochi sono anche carini ma quando son potere qualcuno ci ha insegnato che è persino il caso di rinnegare la fantasia eccetera. Figuriamoci interni.
Bene. Rischio sfidato. Ad oggi Rischio batte Braccini 12 a 0 circa (ma nella gragnuolata di reti subite devo aver perso il conto). A questo funebre proposito, alcuni telegrammi.




SilvioS., la questione ha tracimato la politica, ma è anche seriamente politica, e Capezzone è un buco di culo (la verità è più complessa, ma la base è questa.).
Craudia, alcuni dei firmatari della lettera hanno aderito a Decidere (o viceversa) e in effetti non c'è da stupirsi. Si sa che qualsiasi iniziativa vada in senso contrario al Pannella-pensiero del momento (ed "eterno") raccatta anche un sacco di lanciamerda. Ma va anche detto (e 'sto telegramma è così lungo che non è certo gratis) che io stesso a questa scissione, per quanto tristemente esterna, ho guardato con interesse perlomeno fino alla pubblicizzazione dei 13 punti. I quali sono tutti (o quasi) tranquillamente radicali, ma allora davvero Decidere aveva da essere il pendant economico della Coscioni, e allora invece ciao anche da parte mia.
Angiolo, perché obtorcere il collo per ammettere quanto banalmente sopra? Perché slogarselo a negarlo? In perfetto accordo, d'altronde, che le priorità siano altre (toh: la moratoria. Conquistare il mondo. E pacs e eutanasia: non perdere una generazione rispetto al resto d'Europa nei diritti civili, replicare i '70. Questo per me). Ma soprattutto: i firmatari della Lettera sono tutti avversari politici, e perlappunto poi quelli contro cui battersi? Stiamo parlando dei capezzoniani? Non di una reazione critica, interna e composita (perfino un po' scomposta) all'ennesimo episodio della famosa "durezza" di Pannella (e alla scomposta durezza di certi pannelliani)?
Io, più che alla malafede (come Perduca, Bandinelli, e ormai Pannella stesso, Mecacci ecc.), ho sempre creduto alla paraculaggine di Daniele, e finché questa qualità (neutramente intesa) va in direzione dei miei interessi ideali (perché di materiali 'un c'ènno) tanto meglio. Oggi che lui va per i cazzi suoi (ma 'ndo vai Daniele, mi chiedo, ma 'ndo vai) mi chiedo anche a che punto siamo della Partita Radicale schizzata da Sofri. Perché c'è chi non gliene batte nulla, e certo l'uovo d'oggi è molto più saporito della gallina di domani, ma anche chi sì, di quello che accadrà domani. E nella prospettiva di dover rinunciare, in quel domani lontano, a una potenzialità come quella rappresentata da Daniele- la speranza (e questo mio atteggiamento è il po' di spes che so essere e offrire) è che oggi (toh: entro il Congresso) il vituperato Capezzone, forte di un qualche successo o di una qualche tronata, "torni", renda interna a posteriori la sua scissione, coscionizzi economicamente Decidere, mandi in culo il nuovo editore che in modo inutilmente nocivo (tu fossi un giornalista, capirei, ma sei un politico Daniele, a che pro avere un editore?) si è voluto scegliere, si ricordi che l'Area Radicale è una risorsa e non un'insidia.
A Vecellio vorrei dire che è stato l'attacco della sua prima risposta a prestare il destro ai malintesi, non i malintesi a menarla inutilmente.
A Rita avrei altro da dire, ma solo di buono, quindi non è urgente.
Infine a Pannella che, leggo di sgamo su un forum (e chissà cos'ha detto di preciso), nella Conversazione di domenica scorsa, avrebbe dato di "nullafacenti rispetto alla politica radicale" ai firmatari. Nullafacente? Oui, c'est moi. Ma il Bacchi no, ditegnene secche su tante cose, ma dargli di nullafacente è una semplice cazzata, oltre che un insulto gratuito.
Ma forse sta tutto nel fatto che, come ha scritto Bordin, "la politica non è un pranzo di gala". E io, che pure non ho dimestichezza con le posate per il pesce e simili ammennicoli, quando vedo la gente (amici o giù di lì soprattutto) che si getta il baccalà addosso, o che proprio si sbrana - mi ritraggo. Inorridito? Spaurito? O per godermi meglio la scena.
E baci a tutti.




p.s. Nelle foto alcuni pomodori intellettuali freschi freschi, qualità LaNazione1957-58 e Corsera1959-63, colti negli ultimi giorni.

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