martedì, giugno 12, 2007

 

DISUBBIDIENZA CIVILE? NO, GRAZIE!




Il 1 giugno, alle 20.50, è andata in onda la rubrica del TG2 “Dieci minuti”. Argomento: droga.
Due opinioni a confronto: da una parte un politico del centrodestra, dall’altra un politico del centrosinistra.
Nella parte del politico di centrosinistra, Daniele Capezzone, radicale ( così pensavo ), eletto nelle liste della Rosa nel pugno, costituita sulla base dei 31 punti di Fiuggi, che al numero 3 recita :
Droga: riforma del testo unico sugli stupefacenti. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera; uso terapeutico della marijuana. Revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe.
Finalmente! Mi sono detta. Sull’argomento viene data la parola a un radicale, che spiegherà la

nostra posizione antiproibizionista, la nostra lotta decennale che ha portato molti dirigenti e militanti radicali, fra i quali anch’io, ad essere imputati in decine di processi in tutta Italia; lo stesso Capezzone, avendo il 2 maggio 2002 partecipato ad una azione di disobbedienza civile consegnando due scatoline di mariuana a due malati di glaucoma, a Roma, nella sede del Partito Radicale, ha denunciato le forze dell’ordine, non intervenute, per omissione d'atti d'ufficio.

Finalmente Daniele, con le sue insuperabili capacità oratorie, mediatiche e telegeniche, potrà rendere ai cittadini l’informazione, più e più volte negata, sulle nostre iniziative, sulle nostre azioni passate e su quelle ancora in corso, dalle 27 disobbedienze civili di distribuzione gratuita che hanno portato 13 persone, fra le quali Marco Pannella e Rita Bernardini, attuale segretaria di Radicali Italiani, a perdere i diritti di elettorato passivo, alle ultime proposte presentate al Governo italiano da Sergio D’Elia per la legalizzazione dell’ oppio afgano.

E potrà dimostrare l’infondatezza delle affermazioni di Marco Pannella, contenute nella recente lettera aperta a lui indirizzata: “. . . Da tempo, in modo sempre più intenso accentuato esclusivamente vivi e operi politicamente in opposizione (legittima, da noi) anche “esterna” alle scelte ed alla fatica quotidiana del soggetto radicale, e dei singoli soggetti che in quanto tali operano sul fronte della politica italiana. . . . “

E invece . . .

Il minuto e spiccioli di spazio che Daniele si trova ad avere sull’argomento droghe, serve a illustrare il caos del Governo che i giorni pari alza le dosi consentite e i giorni dispari manda i cani poliziotto nelle scuole; cosa peraltro vera, ma non proprio essenziale, sull’argomento.
Mette le mani avanti, l’onorevole Capezzone: “Al di là delle politiche proibizioniste o antiproibizioniste…”, ci spiega che “farsi uno spinello è diverso dal farsi una pera d’eroina”, grazie per l’informazione, non si sapeva!
Per non dire altro cambia argomento, parla di sigarette e di alcool; dice che se un cane anti-droga fosse mandato in parlamento si sverrebbe.
Stop. Fine della trasmissione.
Non mezza parola su Pannella, Bernardini e Cappato, che come lui ben sa combattono con le armi della nonviolenza la piaga sociale del proibizionismo, a loro rischio e da anni.
Non una parola sui tanti referendum scippati, traditi, negati ai cittadini sulla legalizzazione delle droghe leggere.
Non una parola sulle posizioni della Rosa nel pugno, nelle cui liste è stato eletto.
Non ci volevo credere, e ci sono rimasta pure male, avendo contribuito con il mio voto a mandarlo lì dove sta. Si può cambiare idea nella vita, ci mancherebbe; ma allora ci vuole il coraggio di fare i passi conseguenti, di “sbattezzarsi” da radicale e da rosapugnante e darsi un’altra collocazione e un’ altra appartenenza.

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