venerdì, luglio 16, 2010
Cronache di donne - e cinque.

E’ stato un bell’ esperimento, io, almeno mi sono divertita, e mi auguro altrettanto dei lettori. Iniziato lunedì, oggi col quinto numero conclude la sua prima e, presumo, ultima settimana. Cercare notizie che avessero per protagoniste le donne in Italia è stata una bella immersione in un caso e in un campo che meriterebbe tempo e mezzi per essere approfondita, ma figuriamoci … nei palazzi del potere i pusher battono cassa, e le donne vivono pari pari come nelle 120 giornate o come in Salosade, a scelta, e a seconda dei gusti.
Oggi nel quinto giorno riappare una delle protagoniste del lunedì, Danielona, da me definita la Buzzolona, "opinionista di Uomini e donne", arrestata con 11 grammi di cocaina e un bilancino in casa. Non è stata una bella cosa, chiamarla così, ma Daniela la avevo seguita da casa di mia figlia, e con lei e le sue e mie amiche avevamo commentato; ma proprio cattiva come un babbuino, c’è poco da fare, maligna, arrogante, raccomandata, invasiva e brutta come la fame; anche i messaggi che le sue vittime hanno scritto pubblicamente riportano i rancori che si è saputa creare. Vengono ripresi dal blog di Uomini e donne, ma riportati da agenzie e siti di informazione: “Federico D’Aguanno ex tronista che fu cacciato dal programma in seguito alla scoperta di una relazione al di fuori del trono, fu pesantemente offeso da Daniela. Oggi, dopo l’episodio di spaccio a carico di Danielona, dice:
Che bella cosa!!! Cinque ore al giorno ad insultare e sparare sentenze ai ragazzi tra i 18 e 35… La notte a vendergli la cocaina!! E’ proprio vero… Qualcuno lassù’ esiste!! Prima o poi i nodi….”
“Flora Canto, ex tronista fortemente criticata da Daniela per la scelta di salire sul trono dopo la storia con Filippo (ex gieffino) che la tradì durante il Grande Fratello, dichiara:
“Cara Daniela, si raccoglie ciò che si semina. Forse non dovresti essere così perfida con la gente….”
“Anche Fernando Vitale, ex corteggiatore … attualmente attore porno, dice la sua:
“E poi si sono scandalizzati quando hanno saputo del mio nuovo lavoro. Ho sempre detto che il mondo dell’hard è più pulito del mondo della tv… In 5 anni non puoi capire cosa ho visto. Tra feste, compleanni di vip ecc… non farmi dire troppe cose”.
Dalle notizie si sa pure che la notte dell’arresto Daniela è scoppiata in lacrime e “avrebbe tentato la carta della pietà con la polizia affermando "così mi rovinate, sono l'opinionista di Uomini e Donne, adesso cosa mi succederà"? “ Da dietro le quinte si sparge la voce che “era depressa”, o anche “è stata messa in mezzo”.
“E’ solo un errore – si giustifica Daniela", dall’ errore all’ imboscata di Marrazzo, al leggero errore di Fini sorpreso in immersione subacquea in zona ambientale protetta, al Mi hanno incastrato di Zaccai, la lingua italiana offre molte voci a questo inghippo.
Dopo Danielona, ritorna anche l’altro tema del lunedì, che sono le donne morte uccise; e non dipende certo da me se devo rilevare ancora una volta che sono infinitamente di più a livello statistico sia locale che globale, le donne uccise dagli uomini che non viceversa, è una cosa che salta tanto agli occhi da risultare invisibile. Si potrebbe dire che la donna è meno forte, ma nel mondo di oggi la difficoltà potrebbe facilmente venir superata con le armi. Esiste comunque la violenza al femminile, non proprio una eccezione, ma una netta minoranza, ciò che resta eccezione è la formazione di gruppi di violenza organizzata, branchi, manipoli, squadracce ecc., che non risultano, se non in forma organizzata da un uomo, come la guardia del corpo di Gheddafi, o come eccezione. Aggiungo che non a caso ce l’ha Gheddafi, non a caso sono amici Berlusconi e Gheddafi fra loro e con Putin, e ultimamente con il Presidente del Panama, e non è solo per il business.
Ed ecco, venerdì si chiude come lunedì era iniziato, se non peggio: una donna uccisa a Vada, dell’ Ecuador, piedi e mani legati al letto, soffocata; una donna romena uccisa a Civitavecchia a coltellate, da un ex, o mia o di nessuno, una donna italiana uccisa a Riano, a pugni e calci e strangolata da un chiamiamolo corteggiatore respinto.
Ma una notizia che sia lieta per le donne, la vogliamo trovare? Eccola – “Il Tar del Piemonte ha accolto in parte uno dei ricorsi presentati per verificare la validità del voto di fine marzo che ha sancito la vittoria di Roberto Cota su Mercedes Bresso.” Per Mercedes è stata una divertente mattinata, immagino.
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giovedì, luglio 15, 2010
Cronache di donne - quarto giorno autogestito

Prosegue la serie dedicata al come le donne escano nelle notizie sulla carta stampata. Dipende da quanti lettori avrà, la decisione se continuarla o no; quindi, accorrete numerosi. Baci dalla vostra affezionatissima.
Eugenia Roccella è una donna, certamente; ma si fa una gran fatica a comprenderla, quando si accanisce contro le sue stesse sorelle - non certo perché insiste sulla necessità di trattare l’interruzione volontaria diversamente da una estrazione dentale, ché per quello ha pure ragione; ma dimostra se non malafede, almeno forti contraddizioni, che magari sono dentro di lei, nella argomentazione. Scendiamo nel dettaglio.
Presentando, ieri, le linee guida del ministero della Salute sulla RU486, gia’ inviate alle Regioni, che prevedono tra l’altro il ricovero ordinario per tutta la procedura abortiva, il sottosegretario alla Salute chiarisce che “si tratta di un documento non vincolante, ma e’ difficile sottrarsi a un documento che richiama la legge 194, che prescrive appunto la necessita’ di ricovero ordinario”.
E qui salta agli occhi che lo stesso giusto richiamo la Roccella non si sogna neanche di farlo per tutta quella parte della 194 dedicata alla corretta informazione della donna, e degli uomini, su riproduzione e sessualità; informazione che poi è l’arma nonviolenta dell’antiproibizionismo applicato all’ aborto, insieme alla legalizzazione. Con la conoscenza reale e svuotata da pregiudizi religiosi e morali, unita alla legalità e alla emersione dalla clandestinità del fenomeno, è possibile ottenere quella diminuzione degli aborti che tanto sta a cuore non solo alla Roccella, ma a tutti coloro che per la legalizzazione dell’aborto hanno condotto battaglie dure pagando di persona.
Ricovero coatto, dunque. Spiega Roccella: “E’ vero che ogni donna può firmare e andarsene dall’ospedale, ma questo configura un tornare indietro rispetto alla decisione di abortire, e pone problemi di tipo amministrativo”. Cara sottosegretaria Eugenia, ma non lo sai che ogni cittadino ha il diritto sacrosanto, sancito dalla Costituzione, di firmare e assumersi la responsabilità di se stesso uscendo da una qualsivoglia struttura ospedaliera? “Credo - sottolinea Roccella - che se si sceglie di uscire è perché non c’é un’organizzazione sanitaria che preme in senso opposto.” Mio dio, è il caso di dire, ma perché mai la organizzazione sanitaria dovrebbe premere in un senso o nell’altro? Mica è la Guardiana della Rivoluzione, l’organizzazione stessa; a questa si chiede solo di informare, informare, informare, correttamente, su rischi, costi, benefici.
E stiano attenti, quei “medici che hanno dimesso le pazienti il primo giorno, dando loro appuntamento dopo tre giorni per la seconda pillola. Questo pone problemi di irregolarità amministrativa, e le Regioni devono sapere che esiste anche questo problema”. Poi, un giorno, parleremo delle irregolarità legislative legate alla figura dell’ obiettore di coscienza, all’ obbligo di garantire il servizio pubblico, agli obiettori della pillola del giorno dopo, ecc. e allora, cara Roccella, come te la caverai?
Per le donne straniere “si deve accertare l'avvenuta comprensione linguistica della procedura”. E qui si entra in un argomento drammatico, e ci si astiene dal commentare.
Altre donne nelle news? Come non citare la mitica Belen Rodriguez, che dopo aver scaraventato nel muro la play station di Fabrizio Corona, cosa per la quale le siamo tutte grate, si è fatta fotografare in barca con l’ex? Sembra “che la fine della relazione più glamour degli ultimi anni possa avere ripercussioni professionali visto che già si vocifera la fine del contratto che lega Belen a Tim con cui ha di recente realizzato un Calendario 2011. Inoltre a questo punto sembrano spegnersi le voci di una sua conduzione a Sanremo 2011”.
Alla notizia sono dedicati 154 link, contro i 52 dedicati alla RU486. Dio perdona, Corona no.
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mercoledì, luglio 14, 2010
Cronache di donne - terzo giorno autoprodotto

Si informa i gentili amministratori che il terzo articolino è stato rifiutato perchè a rischio di denuncia. Non sono riuscita ad individuare dove e perchè, ma rispetto le decisioni di chi mi ha pubblicato i primi due.
Se ben conosco i miei polli, l'amministratore unico e quello delegato di questo blog non avranno altrettanti problemi, e, comunque, prima che lo vedano, passerà qualche ora.
14 luglio 2010
Buongiorno Bongiorno! Oggi la giornata di news che trattano di donne si apre con Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia; cinque emendamenti alla Legge Bavaglio, cioè al ddl sulle intercettazioni, recano la sua firma.
Sono emendamenti che mirano a far diventare il bavaglio un bavaglino, mitigando il rigore dei divieti; dal ripristino della definizione di "privata dimora" anziché quella di "luogo privato", che avrebbe escluso da un ascolto ambientale un'auto o un ufficio, al ripristino della possibilità di mettere sotto controllo i telefoni di imputati "ignoti" che "possano fornire elementi utili ai fini della prosecuzione delle indagini"; dall’attenuarsi dei requisiti per chiedere e ottenere un'intercettazione, che nella Legge Bavaglio così come è sono gli stessi elementi di prova e gli stessi riscontri che servono per avere dal gip un arresto, alla limitazione nella responsabilità degli editori e quindi anche i controlli che questi possono fare sul contenuto giornalistico.
Giulia viene definita dai giornali “finiana” e addirittura si parla di questi emendamenti come colpo di coda dei finiani; come se non si dovesse, in Parlamento, a spese nostre, dibattere sulla opportunità e sulla correttezza delle leggi, ma solo scontrarsi tra correnti, conventicole e cricche. Magari la Bongiorno, che è stata avvocata di Andreotti, Bettarini, Totti e Vittorio Emanuele di Savoia, fra gli altri, quegli emendamenti li presenta non solo per fare un piacere a Fini, del quale ha curato anche il divorzio, ma anche perché la Legge Bavaglio così come è non le piace; e non è sola, perché non piace neanche al Capo dello Stato e neppure all’ ONU.
L’altra importante donna della quale oggi si parla è Maria Stella Gelmini; ministro dell’ educazione, è fra i nomi in lizza per il posto di coordinatore del PDL. E’ strano che venga proposta lei, perché un lavoro ce l’ha già, e piuttosto impegnativo; sembra che Silvio Berlusconi sia come rimasto a corto di uomini di fiducia, e gli tocchi appoggiarsi alle donne, poveruomo! Per come le ha trattate merita uno sgambetto, chissà se troverà una donna con gli attributi necessari che sappia farglielo.
Invece oggi, per ora, nessuna donna uccisa a coltellate o martellate; per ora, ma la giornata è lunga … e fa ancora molto caldo.
Qui il link per la quarta giornata.
Qui il link per la quarta giornata.
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Cronache di donne - i primi due giorni
12 luglio 2010
Per un giornale “dalle donne per le donne”, ho pensato, sarebbe interessante portare l’attenzione su quello che delle donne viene scritto sui quotidiani. Così, in questa notte di caldo assoluto, indossando due gocce di sudore al posto dello Chanel n.5, ho fatto un giro sui siti dei maggiori quotidiani, aggregatori di notizie, agenzie, ecc.
Un panorama desolante, peggiore di quanto lo immaginavo, ed ero già pessimista!
La prima donna che si conquista gli onori della cronaca ( niente sul fronte politico, né sportivo, né di altro tipo, che lì lo spazio è solo maschile ) è una povera ragazza di 16 anni, Eleonora Noventa, uccisa da tre colpi di pistola da un “ragazzo per bene” che si è suicidato subito dopo. O mia o di nessuno, è il pensiero, non nuovo, che ha guidato il trentenne; ha atteso la ragazza per la strada e quando lei, pantaloncini neri e camicetta bianca, è arrivata in bicicletta, l’ ha fermata, scambiato due parole, estratto la pistola da sotto la sella del motorino, mirato e sparato.
Per inquadrare queste morti torna utile leggere il Database sugli omicidi dolosi, fonte Eures: “Sono 340, in Italia, i casi di omicidio-suicidio registrati tra il 2000 e il 2008, che hanno prodotto, compresi gli autori, quasi 1000 vittime. Ogni 10 giorni un padre, un marito (l’autore è nel 93% dei casi un uomo) pianifica il proprio suicidio allargato, trascinando con sé la coniuge o la partner (complessivamente 53% dei casi), uno o più figli (19% dei casi) o altri familiari”; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' la violenza contro le donne, nel mondo, rappresenta la prima causa di morte per il sesso femminile fra i 25 e i 44 anni.
La seconda donna di cui si ha notizia è Daniela Ranaldi, cosiddetta opinionista del programma di Maria De Filippi “Uomini e donne”; chi ha visto la trasmissione ricorderà sicuramente la signora strabordante, seduta sempre alla destra di Maria, che urlava e inveiva contro i giovani concorrenti giudicandone la sincerità, come se poi non fosse evidente a tutti che a “Uomini e donne” non ci si va certo a cercare l’amore, quello vero, ammesso che esista ancora.
Danielona è stata arrestata per il possesso di 11 grammi di cocaina e un bilancino; ma è tornata a casa, in attesa del processo per direttissima, “perché incensurata”. Un trattamento comunque di favore, perché non a tutti i cittadini trovati in possesso di 11 grammi di cocaina sarebbe stata concessa la libertà così facilmente; paragonabile a quello che ha guidato i casi Marrazzo e Zaccai, dove i protagonisti, trovati coinvolti in episodi di consumo, se non di spaccio, sono stati rimandati a casa con tante scuse e neanche un test antidroga, di quelli che vengono eseguiti sotto il ricatto dell’arresto a tanti ragazzi.
Altre notizie che abbiano donne per protagoniste, non sono riuscita a trovarle; se ci sono, sono sepolte da un mare di facce di uomini, Berlusconi, Bossi, Tremonti, Iniesta, Verdini, Errani e via così.
Sarà solo un caso? Vedremo!
13 luglio 2010
Anche oggi, martedì, la prima donna che si trova nelle news è morta. Anzi, due.
Katerina e Chiara, 24 e 34 anni; Katerina è morta ieri, accoltellata in strada. Chiara giovedì, massacrata in strada a sprangate, ma il suo assassino è stato arrestato ieri.
O mia o di nessuno – ancora questo il movente, in tutti e due i casi; bisognerà prevedere, prima o poi, quando avremo un attimo libero dall’alta politica del premier e della sua setta, un corso di formazione per giovani uomini che riesca a sradicare questa scemenza dai loro cervelli.
A dire il vero qualcosa si trova, a parte le morte, oggi. Ma è comunque sotto dozzine di notizie al maschile.
Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, ha incontrato la stampa, ieri, per dare conto del rinnovo del protocollo d’ intesa tra Regione e CIE di Ponte Galeria per l’assistenza sanitaria; Renata ha annunciato che la Regione offre un campo di calcetto e, in seguito, pure un luogo di culto, preghiera, intrattenimento. A sentire le voci che circolano, il CIE ha bisogno, intanto, di acqua, bagni, spazi, arredi; come tutti i CIE d’Italia, quei CIE costruiti come canili e peggio dei canili, che vengono spesso visitati da Rita Bernardini, deputata radicale; una donna che farebbe, eccome, notizia, se non si trovasse a subire la doppia censura che la riguarda, in quanto radicale, e donna.
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, auspica “un mercato unico senza dazi e protezionismo” tra i Paesi del Mediterraneo. Ottima idea, visto che il protezionismo in generale fa danno nel campo economico quanto il proibizionismo in quello sociale, ma che ci costringerà, prima o poi, se ci sarà un poi, a fare i conti con regimi che commettono violazione continua e riconosciuta dei diritti umani; e penso alla Libia, ma non solo. A meno che non si decida di adeguare i paesi europei del Mediterraneo agli standard altrui, abbassando ulteriormente il tasso di democrazia anche da noi; il che, per l’Italia, non sarà difficile.
Le notizie non ci dicono, rispetto al blitz di 3000 carabinieri e polizia contro la 'ndrangheta, con oltre 300 persone arrestate in diverse parti d'Italia per vari reati, “la piu' imponente operazione di questo tipo degli ultimi anni”, quanti dei 3000 e dei 300 siano donne. Approfondiremo.
Buon martedì e il seguito cliccando qui.
Per il seguito della vicenda di Daniela Ranaldi, invece, qui.

Per un giornale “dalle donne per le donne”, ho pensato, sarebbe interessante portare l’attenzione su quello che delle donne viene scritto sui quotidiani. Così, in questa notte di caldo assoluto, indossando due gocce di sudore al posto dello Chanel n.5, ho fatto un giro sui siti dei maggiori quotidiani, aggregatori di notizie, agenzie, ecc.
Un panorama desolante, peggiore di quanto lo immaginavo, ed ero già pessimista!
La prima donna che si conquista gli onori della cronaca ( niente sul fronte politico, né sportivo, né di altro tipo, che lì lo spazio è solo maschile ) è una povera ragazza di 16 anni, Eleonora Noventa, uccisa da tre colpi di pistola da un “ragazzo per bene” che si è suicidato subito dopo. O mia o di nessuno, è il pensiero, non nuovo, che ha guidato il trentenne; ha atteso la ragazza per la strada e quando lei, pantaloncini neri e camicetta bianca, è arrivata in bicicletta, l’ ha fermata, scambiato due parole, estratto la pistola da sotto la sella del motorino, mirato e sparato.
Per inquadrare queste morti torna utile leggere il Database sugli omicidi dolosi, fonte Eures: “Sono 340, in Italia, i casi di omicidio-suicidio registrati tra il 2000 e il 2008, che hanno prodotto, compresi gli autori, quasi 1000 vittime. Ogni 10 giorni un padre, un marito (l’autore è nel 93% dei casi un uomo) pianifica il proprio suicidio allargato, trascinando con sé la coniuge o la partner (complessivamente 53% dei casi), uno o più figli (19% dei casi) o altri familiari”; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' la violenza contro le donne, nel mondo, rappresenta la prima causa di morte per il sesso femminile fra i 25 e i 44 anni.
La seconda donna di cui si ha notizia è Daniela Ranaldi, cosiddetta opinionista del programma di Maria De Filippi “Uomini e donne”; chi ha visto la trasmissione ricorderà sicuramente la signora strabordante, seduta sempre alla destra di Maria, che urlava e inveiva contro i giovani concorrenti giudicandone la sincerità, come se poi non fosse evidente a tutti che a “Uomini e donne” non ci si va certo a cercare l’amore, quello vero, ammesso che esista ancora.
Danielona è stata arrestata per il possesso di 11 grammi di cocaina e un bilancino; ma è tornata a casa, in attesa del processo per direttissima, “perché incensurata”. Un trattamento comunque di favore, perché non a tutti i cittadini trovati in possesso di 11 grammi di cocaina sarebbe stata concessa la libertà così facilmente; paragonabile a quello che ha guidato i casi Marrazzo e Zaccai, dove i protagonisti, trovati coinvolti in episodi di consumo, se non di spaccio, sono stati rimandati a casa con tante scuse e neanche un test antidroga, di quelli che vengono eseguiti sotto il ricatto dell’arresto a tanti ragazzi.
Altre notizie che abbiano donne per protagoniste, non sono riuscita a trovarle; se ci sono, sono sepolte da un mare di facce di uomini, Berlusconi, Bossi, Tremonti, Iniesta, Verdini, Errani e via così.
Sarà solo un caso? Vedremo!
13 luglio 2010
Anche oggi, martedì, la prima donna che si trova nelle news è morta. Anzi, due.
Katerina e Chiara, 24 e 34 anni; Katerina è morta ieri, accoltellata in strada. Chiara giovedì, massacrata in strada a sprangate, ma il suo assassino è stato arrestato ieri.
O mia o di nessuno – ancora questo il movente, in tutti e due i casi; bisognerà prevedere, prima o poi, quando avremo un attimo libero dall’alta politica del premier e della sua setta, un corso di formazione per giovani uomini che riesca a sradicare questa scemenza dai loro cervelli.
A dire il vero qualcosa si trova, a parte le morte, oggi. Ma è comunque sotto dozzine di notizie al maschile.
Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, ha incontrato la stampa, ieri, per dare conto del rinnovo del protocollo d’ intesa tra Regione e CIE di Ponte Galeria per l’assistenza sanitaria; Renata ha annunciato che la Regione offre un campo di calcetto e, in seguito, pure un luogo di culto, preghiera, intrattenimento. A sentire le voci che circolano, il CIE ha bisogno, intanto, di acqua, bagni, spazi, arredi; come tutti i CIE d’Italia, quei CIE costruiti come canili e peggio dei canili, che vengono spesso visitati da Rita Bernardini, deputata radicale; una donna che farebbe, eccome, notizia, se non si trovasse a subire la doppia censura che la riguarda, in quanto radicale, e donna.
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, auspica “un mercato unico senza dazi e protezionismo” tra i Paesi del Mediterraneo. Ottima idea, visto che il protezionismo in generale fa danno nel campo economico quanto il proibizionismo in quello sociale, ma che ci costringerà, prima o poi, se ci sarà un poi, a fare i conti con regimi che commettono violazione continua e riconosciuta dei diritti umani; e penso alla Libia, ma non solo. A meno che non si decida di adeguare i paesi europei del Mediterraneo agli standard altrui, abbassando ulteriormente il tasso di democrazia anche da noi; il che, per l’Italia, non sarà difficile.
Le notizie non ci dicono, rispetto al blitz di 3000 carabinieri e polizia contro la 'ndrangheta, con oltre 300 persone arrestate in diverse parti d'Italia per vari reati, “la piu' imponente operazione di questo tipo degli ultimi anni”, quanti dei 3000 e dei 300 siano donne. Approfondiremo.
Buon martedì e il seguito cliccando qui.
Per il seguito della vicenda di Daniela Ranaldi, invece, qui.
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martedì, novembre 17, 2009
disubbidisco dum vivam et ultra

Considerato che:
-il cervello è un organo a tutti gli effetti e come tale può essere governato
-ciopurtuttavia cantando e ballando esiste e meno male che l'arte c'è, in arte libertas
-un pezzo che inizia così non può certo stare su Notizie Radicali e ancor meno sul Foglio per non parlare del resto
quale migliore luogo del buon vecchio Disubbidisco per dispensare la grazia di un resoconto della vostra affezionatissima Dina del grande congresso di radicali italiani svoltosi nel solito ormai innominabile luogo di sempre che ci si augura con tutto il cuore che la nuova dirigenza accolga il grido stremato di dolore che giunge a loro signorie dalle cucine e dalle retrovie e dai quadri tutti e che dice "Mai più Chianciano Terme"; grande congresso che ha visto una elezione vera di segretario con due candidature vere che non si vedeva dai tempi di capezzone e della vedova.
molti e vari sono i livelli che mi voglio divertire a narrare certo se riferissi tutti i dialoghi che ho udito e che ho agito mi farei troppi nemici e dovrei guardarmi le spalle ancor più di quello che già non mi tocca essendo creatura affermativamente e decisamente libera come si dimostra per chi lo volesse sapere col fatto che la mia camera me la sono pagata io e devo dire che a volte la libertà è molto più costosa che non una camera d'albergo
grande affermazione del tema dell'antiproibizionismo radicale perfettamente sincronico il tempo mi ha aiutato a far sì che tutti i miei auspici politici per una riconquista della battaglia antiproibizionista nonviolenta da parte dei radicali si avverassero: una intera commissione gratuita senza aver dovuto implorare per mesi come negli scorsi due o tre anni, anzi, così, caduta dal cielo, con un titolo brutto e non coraggioso, così come davvero brutte e non coraggiose sono le parole usate nella mozione generale ma nessuno è perfetto, in gran parte degli interventi la parola antiproibizionismo invece si è sentita molto più che mai negli ultimi anni, argomento tirato dallo spassoso caso marrazzo sul quale tutta la buona società ha sghignazzato civettuola e complice in privato tranne poi a rilasciare dichiarazioni seriose ed adulte in pubblico e dallo spietato caso cucchi che ha fatto piangere le madri e i padri e le sorelle italiane che non hanno fatto molta fatica a immaginarsi che poteva toccare a loro come se si fosse in regime sudamericano o asiatico, argomento sostenuto dall' ennesimo segnale delle politiche di obama che è stata l'apertura del primo coffee shop u.s.a. che seppure con delle limitazioni è una bella novità
prima giornata con la relazione dei poliziotti e non aggiungo altro per decenza mi dispiace molto ma se non sta a cuore a loro per primi l'onore dell'arma e se non vogliono discutere del fatto che picchiare un fermato o un detenuto inerme è un reato gravissimo per chiunque ma per un corpo di polizia ancora più grave pur apprezzando tutti i sinceri sforzi che certamente vengono fatti in senso positivo ma non bastano nelle caserme dei carabinieri nelle province italiane i ragazzi anche minorenni vengono picchiati mica sempre ma accade per droga per tifo calcistico per risse oltretutto ci si mettono pure i vigili con le multe alla fine i ragazzi spacciano droga per riuscire a pagare le multe sembrerà un paradosso ma accade e al sud di più.
ottima relazione della segretaria, nettamente pannelliana un omaggio preventivo con affondi su bersani di bel coraggio chiari e netti ai quali bersani non ha risposto un bel nulla o quasi e neanche alla domanda di marco sui disobbedienti civili incandidabili a vita
le candidature impossibili è un aspetto sul quale per me conviene investire, parola questa che va di gran moda, investire sulle candidature impossibili per la campagna elettorale regionale se ne faremo una e trovando alleati che se ne vogliano fare carico insieme a noi, come fu discusso anche in occasione dei non ricordo quanti punti di fiuggi e poi non se ne fece di nulla (e così ci tolsero pure quattro senatori) anche perchè il gioco delle candidature impossibili vale solo per amministrative e questo è già una discriminazione evidente ed è pure incostituzionale la legge è uguale per tutti è un principio di diritto che conoscono i bimbi delle elementari ma che in italia non esiste che differenza c'è fra il diritto all'elettorato passivo in elezioni politiche o regionali nessuna perchè l'elettorato passivo è un tipo di requisito che viene ben prima del sistema elettorale
il secondo pomeriggio dall' ultima parte dell' intervento di marco che ha dato una lettura della morte di stefano cucchi nuova e rispettosa nelle parole e nel modo continuando con l'intervento della colombiana che non si capiva niente ma ha fatto piangere molte donne e qualche uomo forse rivedendo qualche parte della loro vita nella descrizione accorata della condizione di una accusata extracomunitaria alle prese con la giustizia italiana senza alcuna risorsa o protezione che nessuno tocchi caino, la polverini che faceva piangere per un altro verso con le politiche sulla famiglia ma era un bell'intervento e mentre parlava scalpitava con le gambe come un cavallo, poi il filmato e un'altra terribile storia di morto in carcere ammazzato di botte e un figlio minorenne che ha il coraggio e la forza di intervenire per chiedere giustizia che abbiamo pianto in tanti era un' ora e mezzo che qua e là piangevano tutti e alla fine con l'intervento di rita che era molto bello e convincente senza indulgenze a facili lacrime e con cannonate sulla maggioranza a piovere gli spiriti animali del congresso si sono adagiati ad una buona predisposizione e subito sono stati precettati alcuni per una direzione lunga una vita e altri per un congresso ad oltranza fino alle ore tre
le liste come sempre circolavano dal venerdì e forse dal giovedì ma non so perchè da giovedì sera a venerdì mattina ero reclusa nella mia commissione l'ho presieduta a modino senza fare intervento iniziale mattone ma intervenendo pochi minuti fra gli interventi quel barbaro maleducato di silvio viale gli dava noia che la presiedessi io e mi ha tormentato specie il venerdì mattina oltre ogni limite con le continue interruzioni le urla ci vorrebbe un servizio d'ordine che gli facesse una intramuscolo di morfina e lo portasse via quando fa così poi pure vigliacco nella scelta e nei modi dell'aggressione comunque non ha prevalso se non che mi è toccato chiudere i lavori della commissione e salutare per riuscire a farlo stare zitto dopo che aveva parlato più di tutti gli altri dicendo oltretutto un cumulo di sciocchezze
la direzione è stata una signora direzione congressuale con tensioni e brividi, convocata a pranzo a cena e dopocena, per pranzo sette nomi di candidati dirigenti, per cena accordi elettorali incrociati, dopocena i nomi spuntavano come funghi e sono arrivati a una dozzina si sono accesi alcuni scontri tipo pannella mellano e bordin cappato invece vecellio e spadaccia si sono arrabbiati ognuno per conto suo
a domani
che è oggi
difficile da scendere questo congresso per quanto lo rimastichi e lo risogni non cala per niente
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giovedì, giugno 05, 2008
NUOVO CORSO - dichiarazione di dipendenza
Per chiunque mai o diretti gigli,alle vostre satrapiche persone
aduncasse o per quegli
che di voi male dicesse, fellone
sulle trombe e sulle tombe
sulle loro mamme immonde.
Qui va il testo nascosto e invece di nascosto non c'è niente
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lunedì, maggio 05, 2008
Roba da chiodi o Intervento a Chianciano

I risultati del voto sono quelli che sono: Berlusconi ha vinto soprattutto grazie ai voti della Lega, che mi risultano piuttosto scontati e annunciati. Infatti basta vivere in mezzo al popolo quotidiano, al popolo cosiddetto spicciolo, per conoscere il livello di insofferenza che è stato generato in Italia rispetto alle problematiche che l’immigrazione pone. Il problema non è di volere o non volere gli extracomunitari al nostro fianco, nei ristoranti, nei cinema o in qualunque altro luogo; il popolo italiano è invece assai generoso e poco razzista. Il problema è la solitudine totale nella quale la gente comune si trova ad affrontare tutte le conseguenze che la convivenza comporta. Fin troppo facile, per una forza politica, cavalcare lo scontento, la paura, il senso di ingiustizia che politiche irresponsabili e superficiali hanno creato e sostenuto. Il fenomeno dell’immigrazione dal sud al nord del mondo, è un fenomeno sociale e come tale non può essere proibito ma deve essere governato con certezza del diritto e con politiche lu(/o)ngimiranti.
Non votano solo gli imprenditori, gli uomini politici, i laureati; votano tutti, votano milioni di persone che malgoverno e colpevole carenza democratica hanno tenuto e tengono nell’ignoranza politica più completa. Esiste una Italia che gran parte della classe dirigente e politica non conosce e non considera; un’ italia di giovani e meno giovani che lavorano le loro otto e spesso nove ore al giorno rincorrendo la rata del mutuo, la bolletta in scadenza, in lotta ogni giorno per qualche decina di euro. Quando sento parlare dei “nostri giovani”, dei “nostri figli”, che sono bamboccioni, che non si adattano ad accettare i lavori che vengono loro proposti, che stanno in casa fino a trenta anni e oltre mantenuti dai genitori, mi chiedo se chi ne parla sa che sta in realtà parlando dei suoi figli, dei figli di una classe privilegiata. I miei figli, e con loro milioni di giovani, lavorano da quando hanno sedici anni, si adattano a tutto, sono autonomi nonostante le emormi difficoltà che incontrano, e lavorano tutti i giorni e tutto il giorno spesso per trovarsi gli ultimi giorni del mese a non avere i soldi per mettere la benzina per andare a lavorare.
Guardano alla politica come ad un oggetto misterioso che macina milioni di euro senza produrre un granchè. Se non si riesce a raggiungerli e a comunicarci non ci sarà da stupirsi dell’aumento dell’astensionismo da una parte e della deriva destrorsa e leghista dell’elettorato dall’altra.
Già molti decenni fa nei suoi studi Reich, e non solo lui, individuava nel connubio tra sofferenza economica e proibizionismo sui temi oggi chiamati eticamente sensibili una spinta determinante nell’affermarsi di regimi autoritari e di ideologie sfasciste; questo si collega al discorso sulle politiche neonataliste e sulla cosiddetta bomba demografica.
Il centrodestra ha vinto sui temi della legalità, della criminalità, della sicurezza. La sinistra non è stata capace in cinque anni prima e due poi neanche di cominciare ad affrontare questi temi. Così ci ritroviamo in un’Italia che nel 2008 tratta ancora due temi centrali per la questione sicurezza, cioè il commercio clandestino di droghe e l’esercizio clandestino della prostituzione come negli anni ’50. Clandestini poi, per modo di dire; il commercio delle droghe avviene nelle piazze nelle strade nelle manifestazioni estive in modo evidente, ma senza controllo; altrettanto si può dire della prostituzione, che oltretutto spesso sconfina nella riduzione in schiavitù.
Una forza politica laica e liberale deve affrontare i temi della legalizzazione delle sostanze stupefacenti, a cominciare dalle droghe leggere, o non droghe, e della prostituzione, sapendo di dare in questo modo una batosta formidabile alle mafie e agli interessi miliardari non dei piccoli spacciatori ma dei grandi trafficanti, quelli che sul proibizionismo hanno costruito una fortuna e un impero. Sapendo di generare in questo modo una diminuizione dei processi e delle carcerazioni; non perché drogarsi o intrattenere rapporti con le prostitute. sia un diritto. Sono facoltà che l’uomo ha sempre avuto, sono fenomeni che hanno accompagnato tutte le civiltà delle quali si ha ricordo. Si tratta di limitare le ricadute negative che possono essere generate dal soddisfacemento di queste facoltà. E non è certo con le schiave minorenni sulle strade e con le pasticche di non si sa che vendute liberamente all’ingresso delle discoteche che se ne limitano le conseguenze negative, anzi.
Facoltà di drogarsi, facoltà di prostituirsi o intrattenersi con le prostitute; sembra quasi ridicolo doverne discutere oggi, eppure due governi di centrosinistra sono trascorsi, e niente nelle vigenti leggi è stato migliorato; oggi dobbiamo sentire Fini, uno degli estensori della pessima ultima legge sul consumo di sostanze stupefacenti, dirci che uno dei primi atti che compirà come Presidente della Camera sarà quello di dotarsi di una sala fumatori; e perché non, seguendo la stessa logica, di una narcosala?
Specialmente per quanto concerne le droghe leggere, le non droghe, sono da ogni punto di vista equivalenti, quanto a pericolosità effettiva, anzi meno dannose di droghe legali come caffè o tabacco. Come ben sa Fini, che è un tabagista incallito, un nicotinodipendente, in parole povere, un drogato.
“Drogarsi” è uno dei primi atti compiuto dall’uomo, probabilmente per caso, vista la quantità di sotanze droganti esistenti in natura. Se mescolare al tabacco una cima di canapa è drogarsi, è altrettanto drogarsi prendere un caffè o alzarsi dal tavolo del ristorante per fumare una sigaretta.
La legalizzazione delle sostanze stupefacenti, insieme a quella della prostituzione, diminuirebbe drasticamente la microcriminalità e toglierebbe ai mafiosi locali la possibilità di assoldare, sfruttare e diseducare un numero assai alto di extracomunitari che trovano nella malavita una possibilità di sopravvivenza.
Il tema del proibizionismo su droghe e prostituzione, ma non solo, è molto più centrale di quanto possa sembrare, perché riguarda una grande percentuale dei reati e delle carcerazioni, una ancor più grande percentuale dei guadagni della malavita e della mafia, e crea una frattura tra giovani generazioni e forze dell’ordine, oltre ad essere un ennesimo fatto di classe, tanto che mentre ai ragazzi si ribadisce il divieto assoluto di coltivare anche una sola pianta di canapa sulla propria terrazza contemporaneamente, nelle notizie di cronaca, troviamo ribadito il fatto che droghe e prostituzione sono non solo concessi ma sono stili di vita per tutto il mondo dell’apparenza televisiva, di spettacolo e politica.
E’accaduto infatti che il 24 aprile scorso, a Roma, i supremi Giudici della Corte Costituzionale , a corti riunite, hanno rigettato le sentenze precedenti e hanno stabilito, in piena sintonia con la linea politica espressa dagli ultimi risultati elettorali, che il proibizionismo in Italia non ha fatto abbastanza danni. E' secondo loro opportuno persistere e perdurare in un'ottica punitiva e coercitiva che entri nel privato degli individui censurando un fatto totalmente privato e privo di ogni conseguenza sugli interessi dei terzi, quale la coltivazione domestica di una pianta, la canapa, che vedeva l'Italia, agli inizi del Novecento, seconda nazione nel mondo, dopo la Russia, per la produzione.
Tenendo conto che di canapismo non è mai morto nessuno, ma che anzi la canapa, in ogni sua varietà, ha dimostrato proprietà terapeutiche avanzate, oltre a una gamma di usi varia ed inconsueta, non è più tollerabile una simile follia legislativa; gli effetti che essa produce sono controproducenti e dannosi; se si può discutere sulle modalità di legalizzazione delle droghe, non è possibile permettere la demonizzazione di un atto innocuo e personale come la coltivazione di una qualsiasi pianta sul proprio balcone o giardino.
Per questo per me l’effettivo ingresso in Parlamento di Rita Bernardini, con il suo record di disobbedienze civili, rappresenta un raggiungimento e, insieme a Donatella Poretti e a Marco Perduca una garanzia per la lotta antiproibizionista radicale. La dichiarazione di Rita Bernardini, là dove dice: “. . . in attesa di una profonda riforma della legge sugli stupefacenti, così come modificata dal duo Fini-Giovanardi, e di un'iniziativa per la quale ci faremo virus nel PD . . . “ mi conforta, perché so che questa è una promessa che sarà mantenuta. Ne è garanzia la storia politica di Rita, trascurata colpevolmente dai media sempre a caccia di notizie sensazionali ma sempre pronti a operare una rimozione sociale dei radicali; mentre si sbandierano condanne, bilanci e vite private di parlamentari, su nessun giornale si legge la storia dei trenta processi per disobbedienza civile sui temi della legalizzazione delle droghe leggere e dell’accesso ai preparati terapeutici derivati dalla canapa, i trenta processi di Rita, che hanno finora prodotto sentenze ognuna diversa dall’altra, fatto questo che dovrebbe interessare tutti quelli che di giustizia dicono di occuparsi, dato che la legge sugli stupefacenti in Italia è applicata secondo l’arbitrio dei giudici locali, e la legge è tutto meno che uguale per tutti.
Una forza politica laica liberale socialista e radicale non può e non deve aspettare a dare una risposta sensata a milioni di consumatori per lo più innocenti, e la risposta, dopo anni di esperimenti desolanti di proibizionismo, non può essere altra che riprendere e rilanciare la battaglia antiproibizionista radicale, dando sostegno, forza e coraggio alle altre forze antiproibizioniste che non hanno trovato ancora sponde nei loro uomini politici.
Viva il Satyagraha 2008 per la pace la democrazia la libertà!
Viva la Rosa nel Pugno!
Viva gli antiproibizionisti radicali nonviolenti!Qui va il testo nascosto
Non votano solo gli imprenditori, gli uomini politici, i laureati; votano tutti, votano milioni di persone che malgoverno e colpevole carenza democratica hanno tenuto e tengono nell’ignoranza politica più completa. Esiste una Italia che gran parte della classe dirigente e politica non conosce e non considera; un’ italia di giovani e meno giovani che lavorano le loro otto e spesso nove ore al giorno rincorrendo la rata del mutuo, la bolletta in scadenza, in lotta ogni giorno per qualche decina di euro. Quando sento parlare dei “nostri giovani”, dei “nostri figli”, che sono bamboccioni, che non si adattano ad accettare i lavori che vengono loro proposti, che stanno in casa fino a trenta anni e oltre mantenuti dai genitori, mi chiedo se chi ne parla sa che sta in realtà parlando dei suoi figli, dei figli di una classe privilegiata. I miei figli, e con loro milioni di giovani, lavorano da quando hanno sedici anni, si adattano a tutto, sono autonomi nonostante le emormi difficoltà che incontrano, e lavorano tutti i giorni e tutto il giorno spesso per trovarsi gli ultimi giorni del mese a non avere i soldi per mettere la benzina per andare a lavorare.
Guardano alla politica come ad un oggetto misterioso che macina milioni di euro senza produrre un granchè. Se non si riesce a raggiungerli e a comunicarci non ci sarà da stupirsi dell’aumento dell’astensionismo da una parte e della deriva destrorsa e leghista dell’elettorato dall’altra.
Già molti decenni fa nei suoi studi Reich, e non solo lui, individuava nel connubio tra sofferenza economica e proibizionismo sui temi oggi chiamati eticamente sensibili una spinta determinante nell’affermarsi di regimi autoritari e di ideologie sfasciste; questo si collega al discorso sulle politiche neonataliste e sulla cosiddetta bomba demografica.
Il centrodestra ha vinto sui temi della legalità, della criminalità, della sicurezza. La sinistra non è stata capace in cinque anni prima e due poi neanche di cominciare ad affrontare questi temi. Così ci ritroviamo in un’Italia che nel 2008 tratta ancora due temi centrali per la questione sicurezza, cioè il commercio clandestino di droghe e l’esercizio clandestino della prostituzione come negli anni ’50. Clandestini poi, per modo di dire; il commercio delle droghe avviene nelle piazze nelle strade nelle manifestazioni estive in modo evidente, ma senza controllo; altrettanto si può dire della prostituzione, che oltretutto spesso sconfina nella riduzione in schiavitù.
Una forza politica laica e liberale deve affrontare i temi della legalizzazione delle sostanze stupefacenti, a cominciare dalle droghe leggere, o non droghe, e della prostituzione, sapendo di dare in questo modo una batosta formidabile alle mafie e agli interessi miliardari non dei piccoli spacciatori ma dei grandi trafficanti, quelli che sul proibizionismo hanno costruito una fortuna e un impero. Sapendo di generare in questo modo una diminuizione dei processi e delle carcerazioni; non perché drogarsi o intrattenere rapporti con le prostitute. sia un diritto. Sono facoltà che l’uomo ha sempre avuto, sono fenomeni che hanno accompagnato tutte le civiltà delle quali si ha ricordo. Si tratta di limitare le ricadute negative che possono essere generate dal soddisfacemento di queste facoltà. E non è certo con le schiave minorenni sulle strade e con le pasticche di non si sa che vendute liberamente all’ingresso delle discoteche che se ne limitano le conseguenze negative, anzi.
Facoltà di drogarsi, facoltà di prostituirsi o intrattenersi con le prostitute; sembra quasi ridicolo doverne discutere oggi, eppure due governi di centrosinistra sono trascorsi, e niente nelle vigenti leggi è stato migliorato; oggi dobbiamo sentire Fini, uno degli estensori della pessima ultima legge sul consumo di sostanze stupefacenti, dirci che uno dei primi atti che compirà come Presidente della Camera sarà quello di dotarsi di una sala fumatori; e perché non, seguendo la stessa logica, di una narcosala?
Specialmente per quanto concerne le droghe leggere, le non droghe, sono da ogni punto di vista equivalenti, quanto a pericolosità effettiva, anzi meno dannose di droghe legali come caffè o tabacco. Come ben sa Fini, che è un tabagista incallito, un nicotinodipendente, in parole povere, un drogato.
“Drogarsi” è uno dei primi atti compiuto dall’uomo, probabilmente per caso, vista la quantità di sotanze droganti esistenti in natura. Se mescolare al tabacco una cima di canapa è drogarsi, è altrettanto drogarsi prendere un caffè o alzarsi dal tavolo del ristorante per fumare una sigaretta.
La legalizzazione delle sostanze stupefacenti, insieme a quella della prostituzione, diminuirebbe drasticamente la microcriminalità e toglierebbe ai mafiosi locali la possibilità di assoldare, sfruttare e diseducare un numero assai alto di extracomunitari che trovano nella malavita una possibilità di sopravvivenza.
Il tema del proibizionismo su droghe e prostituzione, ma non solo, è molto più centrale di quanto possa sembrare, perché riguarda una grande percentuale dei reati e delle carcerazioni, una ancor più grande percentuale dei guadagni della malavita e della mafia, e crea una frattura tra giovani generazioni e forze dell’ordine, oltre ad essere un ennesimo fatto di classe, tanto che mentre ai ragazzi si ribadisce il divieto assoluto di coltivare anche una sola pianta di canapa sulla propria terrazza contemporaneamente, nelle notizie di cronaca, troviamo ribadito il fatto che droghe e prostituzione sono non solo concessi ma sono stili di vita per tutto il mondo dell’apparenza televisiva, di spettacolo e politica.
E’accaduto infatti che il 24 aprile scorso, a Roma, i supremi Giudici della Corte Costituzionale , a corti riunite, hanno rigettato le sentenze precedenti e hanno stabilito, in piena sintonia con la linea politica espressa dagli ultimi risultati elettorali, che il proibizionismo in Italia non ha fatto abbastanza danni. E' secondo loro opportuno persistere e perdurare in un'ottica punitiva e coercitiva che entri nel privato degli individui censurando un fatto totalmente privato e privo di ogni conseguenza sugli interessi dei terzi, quale la coltivazione domestica di una pianta, la canapa, che vedeva l'Italia, agli inizi del Novecento, seconda nazione nel mondo, dopo la Russia, per la produzione.
Tenendo conto che di canapismo non è mai morto nessuno, ma che anzi la canapa, in ogni sua varietà, ha dimostrato proprietà terapeutiche avanzate, oltre a una gamma di usi varia ed inconsueta, non è più tollerabile una simile follia legislativa; gli effetti che essa produce sono controproducenti e dannosi; se si può discutere sulle modalità di legalizzazione delle droghe, non è possibile permettere la demonizzazione di un atto innocuo e personale come la coltivazione di una qualsiasi pianta sul proprio balcone o giardino.
Per questo per me l’effettivo ingresso in Parlamento di Rita Bernardini, con il suo record di disobbedienze civili, rappresenta un raggiungimento e, insieme a Donatella Poretti e a Marco Perduca una garanzia per la lotta antiproibizionista radicale. La dichiarazione di Rita Bernardini, là dove dice: “. . . in attesa di una profonda riforma della legge sugli stupefacenti, così come modificata dal duo Fini-Giovanardi, e di un'iniziativa per la quale ci faremo virus nel PD . . . “ mi conforta, perché so che questa è una promessa che sarà mantenuta. Ne è garanzia la storia politica di Rita, trascurata colpevolmente dai media sempre a caccia di notizie sensazionali ma sempre pronti a operare una rimozione sociale dei radicali; mentre si sbandierano condanne, bilanci e vite private di parlamentari, su nessun giornale si legge la storia dei trenta processi per disobbedienza civile sui temi della legalizzazione delle droghe leggere e dell’accesso ai preparati terapeutici derivati dalla canapa, i trenta processi di Rita, che hanno finora prodotto sentenze ognuna diversa dall’altra, fatto questo che dovrebbe interessare tutti quelli che di giustizia dicono di occuparsi, dato che la legge sugli stupefacenti in Italia è applicata secondo l’arbitrio dei giudici locali, e la legge è tutto meno che uguale per tutti.
Una forza politica laica liberale socialista e radicale non può e non deve aspettare a dare una risposta sensata a milioni di consumatori per lo più innocenti, e la risposta, dopo anni di esperimenti desolanti di proibizionismo, non può essere altra che riprendere e rilanciare la battaglia antiproibizionista radicale, dando sostegno, forza e coraggio alle altre forze antiproibizioniste che non hanno trovato ancora sponde nei loro uomini politici.
Viva il Satyagraha 2008 per la pace la democrazia la libertà!
Viva la Rosa nel Pugno!
Viva gli antiproibizionisti radicali nonviolenti!Qui va il testo nascosto
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venerdì, febbraio 29, 2008
il titolo non c'è perchè il presidente mi sta facendo un comizio nelle orecchie

Lo so; infatti non insisto.
Una volta vendute nove cammelle a walter e regalati quattro caproni a enrico, salutati i sei o sette tra salmoni e scimmioni rapiti da silvio, considerato se fausto si merita l'arcobaleno, ne riparleremo. Baci Dina
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martedì, gennaio 15, 2008
linkaddina (in polvere, compresse e supposte)
lunedì, gennaio 14, 2008

Buongiorno
Questo è ( sarebbe stato ) il mio primo intervento in comitato, da eletta nella lista nonviolenta per l’ambiente la demografia l’energia ( se la mia ignoranza dei regolamenti reali non l’avesse reso impossibile ) (e a voi, disubbidischi, lo posso ben dire: fu un complotto plutocratico massonico dei più biechi, a buon intenditor poche parole).
Per me essere stata eletta dal congresso significa non certo e comunque non solo venire a Roma quando il comitato viene convocato, parlare al comitato e attraverso di esso agli ascoltatori di radio radicale, fare sfoggio di più o meno spiccate capacità oratorie, nel mio caso scarsissime, firmarsi “membro del comitato di radicali italiani”, secondo me significa assumersi una responsabilità politica, responsabilità di partecipazione e di governo di partito, di un partito antico ed unico.
Nella lettera di convocazione siamo stati invitati a prendere spunto dal documento conclusivo della direzione congiunta di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni tenutasi lo scorso 22 dicembre: gli obiettivi indicati da quel documento riguardano l’attuazione di riforme economiche per il rientro dal debito pubblico, per la lotta alla povertà o meglio per l’abolizione della miseria, per lo sviluppo del benessere, ma anche indicano chiaramente lo stretto collegamento tra i temi nazionali e quelli transnazionali.
Infatti, come il successo della moratoria sulla pena di morte ha chiaramente dimostrato, l’ azione parallela tra livello nazionale e livello transnazionale è l’unica strada che ci può liberare dalle catene di silenzio e di impraticabilità dalle quali siamo legati.
Il satyagraha mondiale 2008, che è già cominciato , e che deve crescere fino al suo momento di massima espansione, fissato per l’inizio dei giochi olimpici in Cina, lo dobbiamo costruire noi, senza aspettare direttive o indicazioni, per poi magari criticarle quando vengono espresse; e come qualche anno fa ci disse Umar Khambiev, quanto più saremo determinati nel lottare per il rispetto dei diritti nelle nostre avanzate e altamente imperfette nazioni democratiche, quanto più saremo utili per la difesa dei diritti umani in quei paesi dove sono apertamente e costantemente violati.
Quindi il satyagraha mondiale passa anche, nel nostro livello nazionale, per tutte quelle battaglie tradizionalmente radicali di legalità, come quella per gli otto senatori eletti e non nominati, quella per un informazione corretta e completa che renda ai cittadini il diritto a conoscere per deliberare, quella per il recupero della seconda scheda elettorale, una battaglia questa, vinta una prima volta da Marco Pannella quando in occasione del referendum sul divorzio riuscì a rendere effettiva una potenzialità di democrazia diretta che era rimasta sulla carta per decenni; vittoria successivamente vanificata attraverso una infinita serie di violazioni; violazioni delle procedure, violazioni dei risultati, violazioni dello spirito stesso dello strumento referendario, violazioni che hanno impedito il realizzarsi di riforme sostanziali e radicali sulle leggi elettorali, sulla giustizia, sulla legalizzazione dell’uso di sostanze stupefacenti, sul miglioramento della legge sull’aborto e molte altre. E’ il momento di recuperare quello strumento e di non gettare tutto il lavoro precedente, in particolare a mio avviso dando inizio ad un lavoro sull’abolizione del quorum, a livello nazionale, lavorando sul livello locale, sui tanti livelli locali, degli strumenti di democrazia diretta, organizzando iniziative coordinate e contemporanee come Diego Galli ci suggerisce.
Il satyagraha mondiale passa anche nel nostro paese per tutti quei temi radicali che non sono la difesa a oltranza di una corporazione, di una conventucola o di casi singoli, di zone di ombra e di privilegio, ma sono storicamente la legalità la nonviolenza la disubbidienza civile gli istituti di democrazia diretta, l’antiproibizionismo per il governo dei fenomeni sociali, il rispetto dei diritti umani e civili universali fino al fondamentale diritto ad essere informati correttamente.
Il Satyagraha radicale ha preso avvio ormai da anni: vorrei ricordare un satyagraha nel 2001, quando migliaia di carcerati digiunarono per un apparentemente futile motivo, la legalità del parlamento; il satyagraha dei montagnard, che digiunarono in migliaia per un apparentemente lontano motivo, la presenza delle donne nel governo afgano. Si è intrecciato con la lotta nonviolenta contro la pena di morte, per una morte senza pena (eutanasia), contro la pena nella vita (libertà di cura, di terapia e di ricerca scientifica, abolizione della miseria ); il satyagraha ha preso forma con l’appello per Israele e la Turchia nell’Unione Europea, si è poi allargato al popolo tibetano e a quello cinese, si è arricchito di contributi che hanno indicato possibili ambiti come l’ambiente, l’energia, il rapporto fra uomo e animali, fra uomo e natura; il satyagraha comincia in casa propria ogni giorno e si allarga fino a comprendere la dimensione planetaria senza la quale ogni particolarismo è vano.
E in casa propria, in casa nostra, in Italia, non c’è che l’imbarazzo della scelta per individuare possibili campi d’azione; ieri Rita ci informava sulla sentenza della corte di cassazione del 10 gennaio secondo la quale la coltivazione domestica di piccole quantità di piante di canapa indiana non è lecita. Per i supremi giudici della IV^ sezione penale è da perseguire penalmente la coltivazione, sul balcone di casa, anche di una sola piantina di marijuana, indipendentemente dalle sue caratteristiche droganti. Con il verdetto depositato oggi si dice che è penalmente rilevante la coltivazione a prescindere dalla quantità: "La coltivazione di canapa indiana va sanzionata indipendentemente dall'ampiezza del numero di piante contenenti sostanze tossiche", si legge nella sentenza. Sentenza che contraddice quella del 10 maggio dello scorso anno, quando la Corte aveva assolto un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana, perché il fatto non sussisteva, individuando una netta differenza tra la coltivazione in senso tecnico e la detenzione per uso personale. Sostenendo che la cosiddetta coltivazione "domestica" era equiparata alla detenzione per uso personale, ragione per cui la condanna del giovane romano era stata annullata senza rinvio; infatti l’uso personale non è punibile grazie al referendum radicale che ha abrogato l’articolo 1 della legge Iervolino Vassalli, là dove sosteneva che anche l’uso di sostanze stupefacenti è reato. Invece, questa volta, secondo i giudici supremi, il referendum ha reso penalmente lecita solo la detenzione, l'importazione e l'acquisto di sostanze stupefacenti ad uso personale. Non la coltivazione, quindi, che resta "assolutamente vietata". Anche se si tratta di una sola piantina sul balcone di casa; cioè si può, per uso personale, finanziare il mercato illegale ma non produrre autonomamente.
Siamo del resto abituati a queste schizofrenie della legge, e sappiamo come in ognuno delle decine di processi che i radicali hanno avuto per le loro disobbedienze civili sull’argomento sostanze stupefacenti le sentenze e le motivazioni siano state varie e differenti. E l’argomento droga ci riporta a considerare come non sia possibile delimitare specificamente un ambito d’intervento senza allargare la visione; le sostanze stupefacenti c’entrano con le organizzazioni criminali, c’entrano con gli stili di vita del mondo politico passato, penso al caso Montesi, che fu l’occasione di inizio di una delle prime battaglie radicali per la legalizzazione delle droghe, e presente. Le sostanze stupefacenti c’entrano con il conflitto afgano e più in generale con il terrorismo che si finanzia anche con le coltivazioni d’oppio; c’entrano con la politica economica e con l’economia politica, perché costituiscono una buona percentuale di tutti quei flussi di denaro al nero che se anche non sono considerati nei conti pubblici hanno su questi un’influenza se non altro perché li rendono assai imprecisi.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che le droghe sono farmaci e viceversa; ci sono malati di cancro, di sclerosi, di aids, che troverebbero e trovano, in altri paesi, sollievo ai loro sintomi attraverso l’uso di medicinali che in Italia non sono disponibili, se non a caro prezzo, come il Marinol, il Sativex, il Bedrocan ; il ministero della sanità olandese, per esempio, controlla e cura la coltivazione della cannabis, oltretutto biologica, per la produzione di farmaci. Mentre in Italia i malati delle stesse patologie devono rinunciare perché impediti da una burocrazia cieca e sorda che limita l’accesso ai farmaci e soprattutto ai rimborsi.
Il nostro Satyagraha deve riuscire a allargarsi fino a comprendere l’intero pianeta, da una parte, ma anche ad infilarsi nelle infinite pieghe e piaghe di illegalità e quindi di sofferenza che esistono vicino a noi.
Non posso fare a meno di intervenire sull’aborto, anzi ne sento il dovere, molto brevemente. Non mi interessa la filosofica disquisizione se e quando il prodotto del concepimento acquisisca diritti; tanto meno prendo in considerazione il millantato credito di coloro che vorrebbero sostituirsi alle donne nel controllo della riproduzione, e lo tentano da secoli; la legge 194 nacque per attenuare e compromettere lo spirito che aveva guidato la battaglia radicale, cioè la conquista di un diritto di scelta, diritto formale, perché quello sostanziale le donne lo hanno già per natura, per biologia, per storia e per antropologia; tanto che prima non è che non abortissero, abortivano di nascosto, illegalmente, pericolosamente e dolorosamente, ma abortivano lo stesso. Vorrei invece proporre a questi difensori dei diritti umani una moratoria sulle mutilazioni genitali femminili, piaga che insiste su più di cento milioni di donne nel mondo, ed è con questo auspicio che per questa volta vi saluto
arrivederci e grazie
Claudia Sterzi
Questo è ( sarebbe stato ) il mio primo intervento in comitato, da eletta nella lista nonviolenta per l’ambiente la demografia l’energia ( se la mia ignoranza dei regolamenti reali non l’avesse reso impossibile ) (e a voi, disubbidischi, lo posso ben dire: fu un complotto plutocratico massonico dei più biechi, a buon intenditor poche parole).
Per me essere stata eletta dal congresso significa non certo e comunque non solo venire a Roma quando il comitato viene convocato, parlare al comitato e attraverso di esso agli ascoltatori di radio radicale, fare sfoggio di più o meno spiccate capacità oratorie, nel mio caso scarsissime, firmarsi “membro del comitato di radicali italiani”, secondo me significa assumersi una responsabilità politica, responsabilità di partecipazione e di governo di partito, di un partito antico ed unico.
Nella lettera di convocazione siamo stati invitati a prendere spunto dal documento conclusivo della direzione congiunta di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni tenutasi lo scorso 22 dicembre: gli obiettivi indicati da quel documento riguardano l’attuazione di riforme economiche per il rientro dal debito pubblico, per la lotta alla povertà o meglio per l’abolizione della miseria, per lo sviluppo del benessere, ma anche indicano chiaramente lo stretto collegamento tra i temi nazionali e quelli transnazionali.
Infatti, come il successo della moratoria sulla pena di morte ha chiaramente dimostrato, l’ azione parallela tra livello nazionale e livello transnazionale è l’unica strada che ci può liberare dalle catene di silenzio e di impraticabilità dalle quali siamo legati.
Il satyagraha mondiale 2008, che è già cominciato , e che deve crescere fino al suo momento di massima espansione, fissato per l’inizio dei giochi olimpici in Cina, lo dobbiamo costruire noi, senza aspettare direttive o indicazioni, per poi magari criticarle quando vengono espresse; e come qualche anno fa ci disse Umar Khambiev, quanto più saremo determinati nel lottare per il rispetto dei diritti nelle nostre avanzate e altamente imperfette nazioni democratiche, quanto più saremo utili per la difesa dei diritti umani in quei paesi dove sono apertamente e costantemente violati.
Quindi il satyagraha mondiale passa anche, nel nostro livello nazionale, per tutte quelle battaglie tradizionalmente radicali di legalità, come quella per gli otto senatori eletti e non nominati, quella per un informazione corretta e completa che renda ai cittadini il diritto a conoscere per deliberare, quella per il recupero della seconda scheda elettorale, una battaglia questa, vinta una prima volta da Marco Pannella quando in occasione del referendum sul divorzio riuscì a rendere effettiva una potenzialità di democrazia diretta che era rimasta sulla carta per decenni; vittoria successivamente vanificata attraverso una infinita serie di violazioni; violazioni delle procedure, violazioni dei risultati, violazioni dello spirito stesso dello strumento referendario, violazioni che hanno impedito il realizzarsi di riforme sostanziali e radicali sulle leggi elettorali, sulla giustizia, sulla legalizzazione dell’uso di sostanze stupefacenti, sul miglioramento della legge sull’aborto e molte altre. E’ il momento di recuperare quello strumento e di non gettare tutto il lavoro precedente, in particolare a mio avviso dando inizio ad un lavoro sull’abolizione del quorum, a livello nazionale, lavorando sul livello locale, sui tanti livelli locali, degli strumenti di democrazia diretta, organizzando iniziative coordinate e contemporanee come Diego Galli ci suggerisce.
Il satyagraha mondiale passa anche nel nostro paese per tutti quei temi radicali che non sono la difesa a oltranza di una corporazione, di una conventucola o di casi singoli, di zone di ombra e di privilegio, ma sono storicamente la legalità la nonviolenza la disubbidienza civile gli istituti di democrazia diretta, l’antiproibizionismo per il governo dei fenomeni sociali, il rispetto dei diritti umani e civili universali fino al fondamentale diritto ad essere informati correttamente.
Il Satyagraha radicale ha preso avvio ormai da anni: vorrei ricordare un satyagraha nel 2001, quando migliaia di carcerati digiunarono per un apparentemente futile motivo, la legalità del parlamento; il satyagraha dei montagnard, che digiunarono in migliaia per un apparentemente lontano motivo, la presenza delle donne nel governo afgano. Si è intrecciato con la lotta nonviolenta contro la pena di morte, per una morte senza pena (eutanasia), contro la pena nella vita (libertà di cura, di terapia e di ricerca scientifica, abolizione della miseria ); il satyagraha ha preso forma con l’appello per Israele e la Turchia nell’Unione Europea, si è poi allargato al popolo tibetano e a quello cinese, si è arricchito di contributi che hanno indicato possibili ambiti come l’ambiente, l’energia, il rapporto fra uomo e animali, fra uomo e natura; il satyagraha comincia in casa propria ogni giorno e si allarga fino a comprendere la dimensione planetaria senza la quale ogni particolarismo è vano.
E in casa propria, in casa nostra, in Italia, non c’è che l’imbarazzo della scelta per individuare possibili campi d’azione; ieri Rita ci informava sulla sentenza della corte di cassazione del 10 gennaio secondo la quale la coltivazione domestica di piccole quantità di piante di canapa indiana non è lecita. Per i supremi giudici della IV^ sezione penale è da perseguire penalmente la coltivazione, sul balcone di casa, anche di una sola piantina di marijuana, indipendentemente dalle sue caratteristiche droganti. Con il verdetto depositato oggi si dice che è penalmente rilevante la coltivazione a prescindere dalla quantità: "La coltivazione di canapa indiana va sanzionata indipendentemente dall'ampiezza del numero di piante contenenti sostanze tossiche", si legge nella sentenza. Sentenza che contraddice quella del 10 maggio dello scorso anno, quando la Corte aveva assolto un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana, perché il fatto non sussisteva, individuando una netta differenza tra la coltivazione in senso tecnico e la detenzione per uso personale. Sostenendo che la cosiddetta coltivazione "domestica" era equiparata alla detenzione per uso personale, ragione per cui la condanna del giovane romano era stata annullata senza rinvio; infatti l’uso personale non è punibile grazie al referendum radicale che ha abrogato l’articolo 1 della legge Iervolino Vassalli, là dove sosteneva che anche l’uso di sostanze stupefacenti è reato. Invece, questa volta, secondo i giudici supremi, il referendum ha reso penalmente lecita solo la detenzione, l'importazione e l'acquisto di sostanze stupefacenti ad uso personale. Non la coltivazione, quindi, che resta "assolutamente vietata". Anche se si tratta di una sola piantina sul balcone di casa; cioè si può, per uso personale, finanziare il mercato illegale ma non produrre autonomamente.
Siamo del resto abituati a queste schizofrenie della legge, e sappiamo come in ognuno delle decine di processi che i radicali hanno avuto per le loro disobbedienze civili sull’argomento sostanze stupefacenti le sentenze e le motivazioni siano state varie e differenti. E l’argomento droga ci riporta a considerare come non sia possibile delimitare specificamente un ambito d’intervento senza allargare la visione; le sostanze stupefacenti c’entrano con le organizzazioni criminali, c’entrano con gli stili di vita del mondo politico passato, penso al caso Montesi, che fu l’occasione di inizio di una delle prime battaglie radicali per la legalizzazione delle droghe, e presente. Le sostanze stupefacenti c’entrano con il conflitto afgano e più in generale con il terrorismo che si finanzia anche con le coltivazioni d’oppio; c’entrano con la politica economica e con l’economia politica, perché costituiscono una buona percentuale di tutti quei flussi di denaro al nero che se anche non sono considerati nei conti pubblici hanno su questi un’influenza se non altro perché li rendono assai imprecisi.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che le droghe sono farmaci e viceversa; ci sono malati di cancro, di sclerosi, di aids, che troverebbero e trovano, in altri paesi, sollievo ai loro sintomi attraverso l’uso di medicinali che in Italia non sono disponibili, se non a caro prezzo, come il Marinol, il Sativex, il Bedrocan ; il ministero della sanità olandese, per esempio, controlla e cura la coltivazione della cannabis, oltretutto biologica, per la produzione di farmaci. Mentre in Italia i malati delle stesse patologie devono rinunciare perché impediti da una burocrazia cieca e sorda che limita l’accesso ai farmaci e soprattutto ai rimborsi.
Il nostro Satyagraha deve riuscire a allargarsi fino a comprendere l’intero pianeta, da una parte, ma anche ad infilarsi nelle infinite pieghe e piaghe di illegalità e quindi di sofferenza che esistono vicino a noi.
Non posso fare a meno di intervenire sull’aborto, anzi ne sento il dovere, molto brevemente. Non mi interessa la filosofica disquisizione se e quando il prodotto del concepimento acquisisca diritti; tanto meno prendo in considerazione il millantato credito di coloro che vorrebbero sostituirsi alle donne nel controllo della riproduzione, e lo tentano da secoli; la legge 194 nacque per attenuare e compromettere lo spirito che aveva guidato la battaglia radicale, cioè la conquista di un diritto di scelta, diritto formale, perché quello sostanziale le donne lo hanno già per natura, per biologia, per storia e per antropologia; tanto che prima non è che non abortissero, abortivano di nascosto, illegalmente, pericolosamente e dolorosamente, ma abortivano lo stesso. Vorrei invece proporre a questi difensori dei diritti umani una moratoria sulle mutilazioni genitali femminili, piaga che insiste su più di cento milioni di donne nel mondo, ed è con questo auspicio che per questa volta vi saluto
arrivederci e grazie
Claudia Sterzi
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mercoledì, dicembre 19, 2007
si si si
AMORATORIA OK
da oggi che è già domani tutti al via per il satyagraha 2008 per la pace
"che cosa è la guerra se non una esecuzione capitale comminata da una nazione a un' altra?" (Dina)

da oggi che è già domani tutti al via per il satyagraha 2008 per la pace
"che cosa è la guerra se non una esecuzione capitale comminata da una nazione a un' altra?" (Dina)
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venerdì, dicembre 14, 2007
veri profeti foto / pannellamamiai
SATIAGRA' DARAMSALA E SCIAMBALLA E SCIANGRILA'

Capitolo 11
1Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: "Alzati e misura il santuario di Dio e l'altare e il numero di quelli che vi stanno adorando.
2Ma l'atrio che è fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi.
3Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni".
4Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.
4Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.
5Se qualcuno pensasse di far loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di far loro del male.
6Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno.
7E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.
8I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso.
9Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.
10Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.
11Ma dopo tre giorni e mezzo, un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli.
12Allora udirono un grido possente dal cielo: "Salite quassù" e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici.
13In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.
Capitolo 21
1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più.
1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più.
2Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
3Udii allora una voce potente che usciva dal trono: "'Ecco la dimora di Dio con gli uomini! 'Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro"'.
4'E tergerà ogni lacrima dai loro occhi'; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate".
5E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"; e soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
6Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine. 'A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte 'della vita'.
7Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; 'io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio'.
8Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte".
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lunedì, dicembre 03, 2007
altro dirti non v

ò sebbene solo questo sebbene solo questo oggi sappiamo dirti ciò del cui no puede hablar hay que hablar? Qui va il testo normale e richiamalo normale.
Qui va il testo nascosto e nascondiamo ferenti e dolenti in questa valle di merda laddove ieri un orientale malefico mi inculò la borsa tutta intera con omnia mea che mecum era, laddove domani secondo le benemerite forze dell'ordine devo riandare da torino a firenze a riprendermi i poveri resti mortali della suddetta mia borsa a mio carico non potendola loro spedirmela perchè devo firmare il verbale di ritrovamento, e che cazzo, ma ancora la denuncia di furto con abilità non l'ho potuta sporgere perchè che ti sporgi se a pisa alle due di notte la polfer è chiusa e se mi inculavano tre negri in un vagone era uguale e se eran bianchi peggio mi chiamo, che se non avessi messo per fortuna e appoggi in cielo il telefonino e i biglietti in tasca avrei passato la notte sui binari della stazione di pisa e forse mi sarei buttata sotto l'intercity Geova-Lenone senza neanche forse, che la mattina alle sette il polfer di torino non aveva voglia di fare una benemerita minchia e denunce meno ne fai meglio è però il verbale di ritrovamento lo devo firmare, per la madonna, che si manda una borsa e un verbale a giro? no si manda a giro a carico suo la miserabile cittadina di merda che rappresenta in quel momento la vittima, l'abele che tanto sta a loro a cuore, anche se non mi hanno ucciso il marito anche perchè marito non ho mi hanno comunque rubato i miei miserabili risparmi e domani secondo loro dovrei spendere altri minimo settanta euro per recuperare i documenti con i quali partire mercoledì per brussels . . .
Qui va il testo nascosto e nascondiamo ferenti e dolenti in questa valle di merda laddove ieri un orientale malefico mi inculò la borsa tutta intera con omnia mea che mecum era, laddove domani secondo le benemerite forze dell'ordine devo riandare da torino a firenze a riprendermi i poveri resti mortali della suddetta mia borsa a mio carico non potendola loro spedirmela perchè devo firmare il verbale di ritrovamento, e che cazzo, ma ancora la denuncia di furto con abilità non l'ho potuta sporgere perchè che ti sporgi se a pisa alle due di notte la polfer è chiusa e se mi inculavano tre negri in un vagone era uguale e se eran bianchi peggio mi chiamo, che se non avessi messo per fortuna e appoggi in cielo il telefonino e i biglietti in tasca avrei passato la notte sui binari della stazione di pisa e forse mi sarei buttata sotto l'intercity Geova-Lenone senza neanche forse, che la mattina alle sette il polfer di torino non aveva voglia di fare una benemerita minchia e denunce meno ne fai meglio è però il verbale di ritrovamento lo devo firmare, per la madonna, che si manda una borsa e un verbale a giro? no si manda a giro a carico suo la miserabile cittadina di merda che rappresenta in quel momento la vittima, l'abele che tanto sta a loro a cuore, anche se non mi hanno ucciso il marito anche perchè marito non ho mi hanno comunque rubato i miei miserabili risparmi e domani secondo loro dovrei spendere altri minimo settanta euro per recuperare i documenti con i quali partire mercoledì per brussels . . .
nascosto tutto ciò che non basta tappeto nè coltrone nè sempre lodata valle di lacrime e merda
diletti figli amici compagni disobbedischi, ancor più in famiglia con voi mi sento, mio eccelso tramite tra la patafisica e la politica radicale, unico freno alla raminga, disobbedischi in piedi!
ho tante cose da rispondervi ce la farò non ora perchè al momento a malapena riesco a ramingarvi e ramingo e guerrier nonchè nonviolento e ricordando la cecenia e che gli amici di putin continuano a non essere miei amici la sempre vostra con tutto il cuor dina
"la storia è memoria o non è, è una storia che nega se stessa" domenica sera pannella-bordin
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sabato, ottobre 27, 2007
link
domenica, ottobre 21, 2007
per la gioia di tutti noi, sorpresa!
quattro braccini d'annata ( 2001 ) su leggi editoria, ai tempi di snail-email :
i Mille
Censure
Notarelle
Sequestro netstrike

i Mille
Censure
Notarelle
Sequestro netstrike
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venerdì, ottobre 05, 2007
processo tre ottobre
mercoledì, ottobre 03, 2007
brevi ( 16 minuti ) dichiarazioni post udienza
http://www.radioradicale.it/scheda/236540

http://www.radioradicale.it/scheda/236540
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martedì, ottobre 02, 2007
DISUBBIDIENZA CIVILE A SIENA del giugno 2002
DOMANI TRE OTTOBRE DUEMILASETTE TRE RADICALI PROCESSATI PER L'ENNESIMA VOLTA
due articoli del tempo dei fatti dal vecchio disobbedisco
altro articolo da giornale locale

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