mercoledì, aprile 12, 2006

 

Contra Rosam/1

Amen amen dico che è meglio che stia zitto. Dov’è la purezza? Non c’è, e se ci fosse non mi garberebbe neanche ma-. Eppure a me certa purezza piace, eddunque-. In uno dei miei brevi soggiorni all’estero raccontai a una catalana di Tangentopoli, e di come l’unico partito che non fosse stato nemmeno sfiorato dagli scandali fosse il mio. Mica li scelgo a caso, i partiti, io. Ruba quanto ti pare, da privato ladro, e difficilmente sarò davvero contento quando (spero?) ti verranno ad arrestare. Ruba dieci lire, da eletto, e ti vorrò vedere marcire in galera. Ruba da MIO eletto – e ringrazia il cielo che non ti becco perché se ti becco-. Oh, la catalana non mi credette neanche per un secondo, e irrise assai la mia dabbenaggine. All’ultima assemblea annuale della Tamburi ho fatto il mio solito interventino, centrato stavolta sull’opportunità (o meno) che la fusione fra Radicali Italiani (a cui sono iscritto dalla fondazione) e Sdi vada avanti fino allo scioglimento dei due soggetti originari. Cosa mi rode? Cosa mi hanno fatto ‘sti socialisti? Beh, hanno, da anni, migliaia di consiglieri regionali, provinciali e comunali, e non mi risulta che abbiano compicciato una cippa, salvo prendersi lo stipendio, ma vabbè, a farli lavorare ci si pensa noi, ci fo fiducia. Ma, per esempio, in questa campagna elettorale ciànno fatto tre cose che proprio non mi stanno bene a mano.
Uno: ciànno infiltrato tre condannati in via definitiva in lista (il più noto: Salvo Andò). Sono stati eletti? Non credo. Ma comunque s’era preso l’impegno (o no?) di non averne, e per quanto tutto ciò possa servire a vaccinarci contro eccessi di purezza (chi ha il diritto di elettorato passivo ha il diritto di elettorato passivo, punto) – ora che (ho rinunciato da un pezzo a convincere chicchessia ma) lo si può dire senza il sospetto di un (auto-)killeraggio elettorale, beh - a me mi gira i’ccazzo.
Due: alla penultima assemblea annuale della Tamburi avevo ricordato di passata quell’onnipresente ed onnipervasivo esempiuccio di Caso Italia che è l’attacchinaggio abusivo di manifesti elettorali (segnatamente quando attaccati in modo abusivo sopra i nostri). Se vedete più di due manifesti elettorali di seguito, quella roba lì è illegale. Ne avete visti, parecchi, di continuo. Quasi impossibile multarli (devi convincere un vigile a seguirti, per dire). Non ne avevate mai visti di nostri - e stavolta sì. All’attacchinaggio ci hanno pensato i socialisti. Ora: se ancora ancora lo avessimo fatto noi, avremmo avuto qualche giustificazione per spirito di rivalsa. Ma loro. Ma-.
Tre: Intini. Quanti voti ci ha fatto prendere Intini? Più di quelli che ci ha fatto perdere? No perché io di gente che non ci ha votato al Senato perché hanno visto Intini capolista (non dico centocinquantamila ma) ne conosco a bizzeffe, e parlo solo di quelli che poi ci hanno comunque votato almeno alla Camera. Ma povero Intini, onesto scherano di una compagine di malfattori redenti dal tempo e da Intini stesso. Ma povero Intini, che sulla politica estera praticamente la pensa come De Michelis e allora ma che-. Ma povero Intini, che in fin dei conti non è nemmeno stato eletto, neanche lui.
Ma quando scatterà l’ora legale, sarà ancora una volta panico fra i socialisti?


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Commenti:

Da Camillo:
Voto nel Pugno
Telefonata: "Sono andato a votare Rosa nel Pugno, poi ho visto che capolista era Ugo Intini e non ce l'ho fatta. Ho votato Forza Italia"
 
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