martedì, giugno 13, 2006

 

La maestrina

In un delirio di proselitismo radicale e sulla scia dell'entusiasmo di tre ore di lezione su word ed excel improvvisate e ben riuscite, in cui tra l'altro io stessa mi sono insegnata un sacco di cose utili, invece del secondo negroni ho offerto alla mia amica e collega (una delle mie vittime preferite) un breve (nel senso pannelliano, quindi con un bel po' di parentesi aperte e non chiuse) riassunto del putiferio scatenato intorno alla nomina di D'Elia alla segreteria della presidenza della camera.
Abbiamo parlato di carcere, Albania, Italia, anni di piombo, caso Sofri, ... Il tutto condito dai miei, ma anche dai suoi, ricordi di infanzia, di cucciole nate in paesi che amano, odiano, criticano, non capiscono ma osservano.
Dopo tutto questo chiacchierare e riflettere a bocca asciutta, per lei la lettura diretta di questa bella lettera sarebbe stata sicuramente più chiara, concisa e (forse?) illuminante. Sicuramente meno soddisfacente per me, che amo il confronto e lo scontro. Decisamente meno soddisfacente per il mio ego di maestrina.

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