sabato, giugno 17, 2006

 

carpaccio di cappuccino


Il primo cappuccino di oggi l' ho preso al bar della stazione di arezzo, dopo che il cassiere aveva cercato di convincermi sull'equità della pena del taglio delle mani per chi scrive sui monumenti, mentre leggevo la "repubblica" di oggi.
Forse non tutti sanno che il caffè è una droga a tutti gli effetti; a dirla tutta, l'usanza dei tre cappuccini nel digiuno modello classico radicale anglo-indiano è una gran brutta usanza.
Che ci dicono quelle tre dosi di caffeina in uno stomaco deserto? Conviene ogni tanto rinunciare anche al cappuccino o quantomeno al caffè, prima di farsi venire un'ulcera gastrica e una colica epatica; visto che poi uno ci fuma sopra anche qualche decina di sigarette, che non è propriamente l'insegnamento di gandi bensì fa parte della contaminazione pannelliana, se etica o etnica non saprei perchè la mia piccola mente femminile rifugge da tali simili vette di astrazione.
Il vizio della nonviolenza, la nonviolenza viziosa... mutazioni antropologiche .
Forse va bene anche qualcosa altro al posto dei cappuccini; un tempo si vociferava su tre possibili aranciate, o erano succhi di frutta? Ma non si può certo rischiare di fare trenta giorni di digiuno e poi renderli nulli per un succhino di ananas; che cosa è diventata l'ahimsa e il satiagrà passando per le superstrade di catrame dei bronchi di Marco Pannella?
Quanto poco si sia capito della sua indigenizzazione dei concetti gandiani lo si può intuire dalle parole del nostro piccolo principe emanuele filiberto, riferite dalla repubblica: " penso sinceramente di fare come marco pannella, mi ammanetterò in segno di protesta davanti alla porta della prigione .... è un nuovo caso tortora".
Ah, se pannella avesse fatto goal! allora sì che gli italiani avrebbero tutto capito e tutto perdonato; se si scoprisse che un calciatore è pedofilo il popolo farebbe a gara a portargli a casa bambini, basta faccia goal.
Tra i fumi del caffè e l'ora antelucana ho letto che condoleeza ha accettato di perdere stasera italia-usa, in cambio massimo chiuderà un occhio sulle nostre belle prigioni guantanamane, dove il suicidio non assistito è un atto di guerra, come se io entrassi in casa di un vecchio parente ricco che vuole rubarmi una mia pur piccola ma legittima eredità e dicessi : " mi stai sul cazzo e allora sai che faccio? Tiè! Per dispetto mi impicco nel tuo bagno!".
O come se quelli che si danno fuoco per protesta o si spenzolano dai cornicioni per avere un lavoro dal comune andassero abbattuti a fucilate prima che possano portare a termine il loro criminoso disegno di guerra.
Sembra che moggi abbia detto che si vince uno a zero, sempre che bastino i soldi per comprare la partita, il prezzo è sui 45 miliardi, la prima rata la paghiamo col tesoro di consorte, quello di vittorio emanuele lo serbiamo per la semifinale.

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