domenica, dicembre 03, 2006

 

Comunicazione di disservizio: non in mio nome


oh parbleu c'è chi dice, come la mia amica innamorata di un giovin omosessuale con le scarpe pitonate, che le categorie non esistono più. Ma lei è avanti, io vado soltanto oltre. Quindi solo bagni unisex, e allora dov'è che una donna va a piangere quando il suo oggetto dei desideri fa la triglia con un'altra? Dov'è che va a sparlare con le amiche durante una serata noiosa? Dov'è che, durante la stessa serata, si consulta con le amiche sull'annoso problema: "gli chiedo di portarmi al mare farmi sognare e dirmi che non vuol morire o aspetto che lo faccia sponte sua (se ce la fa)?" Saranno pure tempi di genitore A e genitore B (ovulo e spermatozoo saranno pure optional) e di estemporanee decisioni davanti all'impiegato del catasto sul sesso a cui si vuole appartenere, ma allora io vado all'anagrafe dichiaro di sentirmi novantenne e quindi di esserlo (e Pirandello mi capirebbe) e pretendo una bella pensioncina sociale, che ora ne avrei anche bisogno.
Se poi, per la felicità del mondo, è assolutamente necessario cancellare i bagni delle donne va bene, non metterò le bombe ma, vi prego, non in mio nome.


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