lunedì, giugno 26, 2006

 

Io, la Maddalena, il Codice da Vinci e un blog malvissuto


Sono stata via, da questo blog malvissuto e da un'attualità particolarmente idiota. Sono passate le elezioni, la commozione giornalistica per il neopresidente della repubblica che regala la costituzione ai fanciulli (probabilmente gli eroici reporter si aspettavano tirasse loro un ban assestato calcio nei denti), calciopoli, l'arresto di un astuto erede ad un trono inesistente, uno sciopero della fame lungo una breve vita, l'inchiesta sulle sculettanti apritrici di cassaforte che forse la danno ai politici per aprire la cassaforte ma si mormora che siano solo coccole (e chi sono io per dubitarne? Immagino i regolari provini per scoprire chi sculetta meglio nel programma di Pupo),e tante altre meraviglie simili. Sarei perplessa, se il caldo non fosse eccessivo, anche se per fortuna gli esperti mi hanno salvata ricordandomi di non bere grappa alle due del pomeriggio mentre gioco a beach voplley in spiaggia. Quindi, va tutto bene. Al massimo posso pensare alla Maddalena e al Codice da Vinci perchè, con tutta questa umidità mi viene da pensare che la vera differenza antropologica sia fra chi vuole, fortissimamente vuole, credere che la Maddalena sia una regina, moglie e madre di re ingiustamente discriminata (e tanto vale allora pensarla notaia figlia e madre di notai o docente universitaria figlia e madre di docenti universitari, appartenente a una casta intoccabile e quindi degna della cittadinanza italiana) e chi la considera sua patrona perchè è colei a cui molto sarà perdonato perchè molto ha amato. E cioè protettrice e madre, tanto per fare due nomi, di Colette, di Chiquita del Capitan Fracassa e di ogni puttanone dal gran cuore, letterario e non.
E che c'antra con le stupidaggini dell'attualità? Fate voi e buona birra ghiacciata a tutti.


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Commenti:

Oh ecco qual'era il mio problema con la Beach Volley, la grappa e gli scarponi, che appesantiscono il salto. In effetti tutto è stato scritto ed anche questi post e pure questo commento stanno nella Biblioteca di Babele. Il numero dei libri che si possono scrivere e' finito se il numero delle pagine di ogni libro è fissato (se lo si lascia libero i libri possibili sono un infinito numerabile abbastanza illusorio).
Se invece al simbolo si associa anche un significato, il numero dei libri possibili diventa un infinito di un grado molto maggiore. Diciamo che la nostra classe dirigente scrive libri numerabili, quando parla di valori è una 'v' seguita da una 'a' seguita da una 'l' etc.
Purtroppo il carnevale non è finito. Spero che la latitanza di referente del significante non faccia perdere di nuovo a pv la voglia di scrivere.
 
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