domenica, novembre 12, 2006

 

Saving on Italian Science

Per quel che può valere la mia opinione, 1/1700 di iscrizione e molto meno di attività politica. Il primo e l'unico dei miei congressi radicali è stato quello di Riccione (2005) e la mia partecipazione è dovuta in parte a una lettera che è arrivata a me, come ad altri iscritti, firmata: Daniele Capezzone. Ho avuto il piacere di votarlo come segretario colà, anche se l'ho pure odiato intensamente in un passaggio in cui parlava bene della Riforma Moratti. Sono felice che abbia deciso di rimanere radicale quest'anno e mi è piaciuta la sua gestione "fallimentare" del partito. Come sono molto dispiaciuto di questo contrasto tra lui e Pannella, che continua stamattina su Radio Radicale. Parlando di costruzione di monumenti a se stesso, il monumento della politica italiana era inquietante come la statua del Commendatore che continua a dire a un ostinato Don Giovanni "Pentiti."

Sono felice che Daniele rimanga, come sono lieto che Della Vedova se ne sia andato con Berlusconi. E da poco sono anche lieto che se ne sia andato Taradash, che ha definito in modo piuttosto affrettato l'Università come un "Parcheggio dei Professori" (rassegna di stampa di ieri mattina), e ha affermato che, secondo lui, non è tanto sbagliato "che l'Università venga punita."

Eppure il Governatore Draghi parlando del Parcheggio ha detto che: "Nel secolo scorso la scuola e l'università italiane hanno sostenuto la crescita economica e civile del Paese..." (Corriere della Sera, 10 novembre 2006).
E' un fatto che è uscito un articolo su Nature (vol. 440, 16 marzo 2006) avente come soggetto il futuro premier Romano Prodi, intitolato "Saving Italian Science." E' un fatto che, di contro, il Nobel e Senatore a vita, Rita Levi Montalcini, ha dichiarato solo pochi giorni fa: "Se la Finanziaria taglia i fondi per la ricerca il paese è distrutto e io non potrei votarla." Il "saving" c'è, quello che manca è il "science."

Taradash, se vuoi che il Parcheggio non sia più "inaccessibile agli studenti," impegnati perché vengano assunti nuovi ricercatori, non perché venga addirittura abolito il ruolo del ricercatore, come con l'ultima riforma del centro-destra.

Emma, Marco e recentemente Daniele ci hanno dato sempre grandi speranze, però quando Daniele parla di riforme strutturali mi vengono i brividi.

C'è qualcuno tra i Radicali che abbia una visione non superficiale della situazione dell'Università?


Attiva le categorie (Del.icio.us) Attiva le categorie (Del.icio.us) Attiva le categorie (Del.icio.us) Attiva le categorie (Del.icio.us)
Ping a technorati Ping a technorati Ping a technorati Ping a technorati

Commenti:

Forse Strik Livers, che non credo sia superficiale, anche se non ho mai capito bene cosa proponga (stando a Milano, forse avrò modo di chiacchierarci personalmente prima o poi). Comunque l’abolizione del valore legale del titolo di studio, non che sia nemmeno all’ordine del giorno, ma mi pare piuttosto radicale (nel senso che va alla radice) come idea , o no?
Ho votato Daniele ogni volta che ho potuto e se stavolta non avesse fatto “il bravo ragazzo” (come ha detto lui, con la consueta simpatica spocchia) e si fosse presentato contro la Rita – mi si sarebbe spaccato il cuore. Pannella è inquietante ma ad ascoltarlo bene ha le sue ragioni (come il Commendatore, d’altronde), sia di fondo che contingenti; io tendo a raccogliere dai suoi discorsi le perle di saggezza (che a volte sono pillole e in ogni caso a quel porco del Braccini vanno giù lo stesso) ma bisogna anche fare caso a cosa sta dicendo esattamente. Nel caso: il Corsera ha dato come posizione “radicale” quella di Capezzone, mentre dalla Rita (ora la voce ufficiale) non era arrivato proprio nulla; non che la posizione di Capezzone fosse sbagliata o non radicale (boh), non che lui debba stare zitto se gli altri del partito non fiatano (forse la Rita deve avere il tempo di organizzarsi, forse ha sbagliato a non dichiarare, forse vuole prendere una postura tutta diversa rispetto alla stampa e dichiarare con più parsimonia ma in modo più sperabilmente dirompente, ri-boh), epperò è vero che se Daniele fa tutto da sé, se prima di dire la sua non si fa una consultatina con la nuova dirigenza – ne viene fuori più casino (creativo? tri-boh) che altro.
Ma tornando all’università, mi dicono alcuni esponenti della mia famiglia notoriamente rispettabile (cfr http://disobbedisco.blogspot.com/2006/09/strana-questa-vita.html) che nella Finanziaria è prevista l’abolizione degli scatti di stipendio dei prof universitari di ogni livello (il che configura di fatto un abbassamento di stipendio); ti risulta?
 
Caro Giulio, mi risulta che gli scatti biennali per il personale docente siano dimezzati. Questo non vale solo per i baroni ma anche per i ricercatori come me. Il che va benissimo perché non faccio la fame. Però mi dà noia la demagogia della "meritocrazia." Chi decide chi merita, chi lavora sodo e/o è bravo e chi è nullafacente? Qual'è il criterio che si propone? Nei documenti radicali vedo solo proposte vaghe di poche cartelle su cui posso essere d'accordo o contrario appena capisco che cosa mai vogliono dire.

Le Università devono trovarsi i fondi da soli? Può valere per il giappone che ha industrie come Nikon, Toshiba et cetera o per gli Stati Uniti che si apprestano a sbarcare su Marte a fare guerre spaziali e a passare dalla micro alla nano-elettronica. Ma in un paese dove si punta ancora solo sul design i fisici e chimici e matematici, uno su 100 diventano ricercatori gli altri sono assorbiti nelle scuole medie superiori. Non è perché vogliamo bene ai nostri figli che i Professori dei Licei sono in media di più per alunno che nel resto dell'Europa, ma perché dei laureati in discipline scientifiche altrimenti non sappiamo che cazzo farcene.
Poi abbiamo pochi laureati e si dice che i laureati devono essere tanti, ma di livello alto (cosa che è un ossimoro se non si trovano metodi diversi da quelli usati finora, cioè quello di abbassare il livello culturale richiesto).
Sono d'accordo anch'io che non mi piacciono molte cose dell'Università, che come ricercatore tenere 4 corsi l'anno ( e non sono il solo) mi pare tanto e via dicendo.
Però l'Università mi sembra una delle Istituzioni che salverei. Va alla velocità della luce rispetto alle altre Istituzioni dello Stato e vorrei che fosse migliorata non "punita".

Per quanto riguarda Pannella-Capezzone, forse non dovrei esprimermi perché sapranno certamente meglio loro di me quel che fanno. Solo domenica ci sono rimasto assai male per quel contrasto. Penso che di Daniele ci sia bisogno, anche di Rita certo, mica le due cose sono in contrasto.

A presto, Silvio
 
Mica lo so se l'università, concia com'è, sia da salvare. Di certo non la si può buttar via senza nel frattempo essersi fatti venire un'idea di cosa la può "sostituire", sarebbe un suicidio. Solo che il suicidio, mi pare, è lentamente in atto. La retorica sulla meritocrazia non convince neanche me ma, nel merito, di cosa stiamo parlando?
Oggi la Rosa (dunque esiste ed è viva, anche il suo è un suicidio lento) si sta astenendo dal votare la finanziaria proprio per fare pressione sul governo quanto ai tagli alla ricerca. Riusciranno i nostri eroi a procurarmi un paio di polmoni di ricambio entro quando il mio personale suicidio di fumatore sarà entrato nella sua fase critica?
 
Posta un commento

Link a questo post:

Crea un link


<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?