lunedì, aprile 17, 2006

 

Disobbedire ai disobbedienti


Que yo me recuerde, c'è una Tribuna Politica dei miei primi quarant'anni, in cui un giornalista dell'Unità, predica anziché porre la domanda a Marco P. del Partito Radicale Italiano, pressappoco nel modo seguente.

Non crede che i suoi voti siano un furto nell'orticello della Sinistra, Bene Sociale incarnato, che è rappresentata dai nostri Vescovi Sinistri? Insomma chieda scusa di esistere, e si unisca a noi così il Partito della Religione Uno sconfiggerà finalmente il Partito della Religione Due.

Ora mi pare, dagli interventi di qualche pretino, che non ci sia un gran che di novità in questo monopolio della Bontà, diritto di per sè evidente, a prescindere da ciò che si farà, quello è protetto dal brevetto "Il Male Minore Comunque."

Invece nel nostro microcosmo sottosoglia, Benedetto Della Vedova e Marco Taradash continuano ad avere la loro visibilità su Radio Radicale anche se sono passati al centro-destra.
Sono felice della tolleranza della mia gente che è cominciata prima che nascessi, forse addirittura qualche secolo fa.
Felice quel paese che non ha bisogno di Radicali. Anch'io vorrei che ci si potesse occupare della nostra vita con tranquillità danese e fierezza britannica, fiduciosi bene o male della onestà morale ed intelletuale della nostra classe politica. E non dover vedere, ogni due per tre, persone a noi care rischiare la salute, e la vita, per il rispetto delle norme più elementari.


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