venerdì, marzo 24, 2006

 

Le poing et la rose (Journey through the past)


Amarcord, quando vidi per la prima volta il simbolo della Rosa nel Pugno, era no so quando dei miei primi quarant'anni, ma me lo ricordo bene perché pensai, ma che bella idea, mentre il PCI sta cercando di trovare la quadratura del cerchio coniugando il simbolo dell'Unione Sovietica con il popolo del Festival dell'Unità, i dibattiti, la libreria Rinascita ed i cantautori, cioè la ricchezza ed elasticità mentale della sinistra e la più proterva e squallida religione.


Studiacchiavo un po' di francese al liceo ed allora si riceveva, con molta neve, Antenne 2, con i dibattiti Mitterrand - Giscard D'Estaing.
Altri ricordi sparsi, non in corretto ordine cronologico, perdonate, ma sicuri: le letture di Ignazio Silone che mi fu proposto in parrocchia da sacerdoti intelligenti, che i loro parrocchiani, essenza iperuranica della Pisserità, non si meritavano proprio (se li saranno mangiati a quest'ora.) Dal disgusto, verso l'oppressione dei potenti, di Fontamara, all'Uscita di Sicurezza dal Partito guidato da un Togliatti stalinista. Mi rendevo conto finalmente che i credenti sapevano esprimere una cultura alta, non solo catechismo.
E insomma, il PCI, il miglior alleato della Democrazia Cristiana, la quale campava di rendita ricordandoci i carrarmati russi. La nuova DC è già cominciata, scrivevano sui manifesti qualche anno prima, temendo il sorpasso, come ammettere: siamo stati ladri è vero, ma ora abbiamo messo Zaccagnini, un democristiano onesto. Chi l'aveva mai sentito nominare prima? Appunto, sembrava una rarità assoluta. Ed un mio amico di parrocchia, adesso Professore Universitario dell'Ateneo, per fortuna non di Storia o Sociologia, mi diceva che i comunisti se arrivavano al potere ci avrebbero messo un napoletano in casa. Ti piacerebbe? Mi diceva a denti stretti, visto che io il sorpasso lo speravo più di ogni altra cosa. UN NAPOLETANO IN CASA?
Insomma questo era il massimo deterrente psicologico che si poteva...l'arbitrio di espropriarti mezza casa e darla ad un senza tetto che non era proprio la meritocrazia, ma con l'aggravante di napoletanità che allora suonava tipo oggi "un albanese in casa."

E poi, più avanti negli anni, sentivo Pannella su Radio Radicale che diceva che avevamo un milione di miliardi di debito pubblico (allora). Impossibile! Il telegiornale ne avrebbe parlato! Era una cifra che avevo sentito menzionare prima, solo leggendo i fumetti dei paperi. E poi sentivo sempre Pannella che diceva, grossomodo:
"Bisogna che la Jugoslavia entri a far parte della Comunità Europea,
perché lì presto scoppierà una guerra civile."
Ma che sta dicendo? La Jugoslavia unita da Tito! Quella che gioca così bene al calcio?
E Montanelli diceva che l'Italia era il paese più libero del mondo... Molti si sentivano di prendersi la libertà di far saltare piazze, treni e stazioni e assassinare Giorgiana Masi. E Montanelli diceva che gli unici digiuni seri sono quelli che hanno come esito la morte. Ma per me una persona seria è una che non ti prende in giro facendoti credere che tutto va bene o andrà bene e che ci penserà lui, lo è di più uno che ti dice "Guarda stai attento! Di questo passo succederà questo."
E poi "questo" avviene, puntualmente anni dopo, anche perché nessuno gli ha dato credito.

Allora: ci sono dubbi oggi su a chi dare la mia fiducia?

Perché fa male l'economia in ribasso, fanno male le strade piene di disperati e metà del paese in mano alle mafie, fanno male le carceri con la pena di morte bianca.
Ma fa male anche la menzogna di quelli che sanno vivere, artigiani della quadratura del cerchio.
La rosa nel pugno allora (anche allora) era una speranza di cambiamento. Mi ricordo una notte (o sera tardi, doveva essere il 10 maggio 1981) non riuscivo a dormire e, accedendo la TV su Antenne Deux, vidi fra la neve (elettronica) Michel Rocard, più felice che serio, felice e sorridente, che ripeteva "On a gagné!, On a gagné!, On a gagné!..."

Image: Study of the head of an old man, Peter Paul Rubens (Ulm 1610-1615)
Painting out of copyright, photograph by David Monniaux
http://commons.wikimedia.org/wiki/User:David.Monniaux


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